- Inizia a dare i primi significativi risultati il recupero della riserva naturale delle Saline di Tarquinia, il cui habitat lagunare era stato messo in grave pericolo dall'alluvione del 1987 e dal definitivo abbandono dell'attività di estrazione del sale, avvenuto nel 1997.
Nel corso dell'ultimo anno infatti, il Decos (Dipartimento di ecologia e sviluppo economico sostenibile) dell'Università della Tuscia, responsabile scientifico del progetto di recupero della riserva, ha registrato un significativo incremento dei popolamenti di uccelli.
In particolare, il censimento recentemente compiuto ha rilevato la presenza di 2.700 uccelli appartenenti ad oltre 30 specie, il più alto picco di diversità registrato negli ultimi dieci anni.
Lo ha reso noto, nel corso di una conferenza stampa, il direttore del Decos, professor Giuseppe Nascetti.
"L'attività di salvaguardia della riserva delle Saline - ha spiegato Nascetti - è stata realizzata nell'ambito del progetto Life-Natura, approvato dalla Commissione Europea nel luglio del 2002, dopo che ricerche condotte dal Decos sulla comunità di invertebrati che vivono sul fondo delle vasche in contatto con il sedimento, avevano rilevato un inquinamento di tipo organico e una scarsa concentrazione di ossigeno nell'ambiente acquatico.
Fattori che avevano causato una perdita di biodiversità e la totale scomparsa di alcuni specie".
Le azioni di recupero ambientale iniziate nel corso del 2004 e concluse il 30 settembre 2006, nel complesso, hanno consentito il recupero di circa 20 ettari di zona umida, precedentemente interrati o scarsamente inondati, e il miglioramento ecologico di tutto l'habitat lagunare.