Senza filtro - La democrazia, unico sistema di autogestione collettiva che fino ad ora ha trovato forme fattibili di attuazione, interessa anzitutto questioni sostanziali nonché, parallelamente, formali e procedurali.
Nella sua accezione non reazionaria né conservatrice, tale forma organizzativa si costituisce di contenuti e dispositivi entrambe destinati a garantire ogni singolo cittadino, in quanto minoranza, dal dispotismo sempre in agguato delle maggioranze, intese a prevaricare in virtù di una prevalenza numerica aiutati dalla frammentazione spesso indotta delle minoranze.
È pertanto necessario che tutti gli strumenti democratici all’atto della loro adozione vengano vagliati e contestualizzati in virtù della loro funzione.
Così per le procedure elettive nell’ambito della dialettica politica che deve necessariamente tendere ad affermare la democrazia anche all’interno della cerchia dei partiti e delle coalizioni per scongiurare derive monopoliste che, invece, garantirebbero lo status quo e i relativi gruppi dominanti, finendo per isolare e cancellare le minoranze.
Assicurare, quindi e senza artifici, un sistema a garanzia del pluralismo per tutti i cittadini appare quanto mai necessario in vista delle prossime elezioni amministrative per la città di Tarquinia.
Resta fermo però l’aspetto sostanziale, più che procedurale, del sistema democratico amministrativo: l’equità e l’assenza di eccezioni.
Riteniamo perciò essenziale l’avvio di politiche tese a contrastare una illegalità diffusa e prepotenze spesso acquisite proprio in virtù del “tradizionale” mercato elettorale che non attiene unicamente ai grandi gruppi di potere ma, spesso, anche a singoli “civetta” asservibili al sistema poiché speranzosi di accaparrarsi qualche briciola.
La disgregazione dell’impianto che sulla violazione, anche quotidiana e puntuale, dei principi giuridici dell’egualitarismo e delle pari opportunità ha facilmente costruito un impero è condizione senza la quale non risulta possibile alcuna affinità anche se inserita in un contesto di procedure idealmente democratiche.
La legalità non può essere oggetto di scambio né, tantomeno, l’accesso alle opportunità.
Allora, per farla breve, bisogna trovare il metodo attraverso cui effettivamente cambiare gli attori del gioco e, quindi, le dinamiche consolidate di conduzione del bene pubblico.
Per questi motivi già dal maggio scorso abbiamo condiviso le proposte presentate in sede di coalizione e che per noi sono divenute invalicabili al fine di trovare una convergenza sostanziale oltreché procedurale.
Ribadiamo la necessità di adire all’esclusione, se non già dalle liste presentate da ogni compaggine, almeno dall’assunzione di incarichi amministrativi, aprioristica e senza eccezioni, di quanti nella passata legislatura abbiano assunto ruoli dirigenti con la coalizione di centrodestra o siano stati condannati per uso improprio del bene collettivo, nonché il divieto di assumere o mantenere doppi incarichi dirigenziali e amministrativi per quanti, eletti, si trovassero in questa condizione.
Tralasciamo sull’ovvietà di non ammettere, nella scelta delle rappresentanze, qualsiasi situazione d’interesse conflittuale.
Contestualmente, riteniamo che vi sia la necessità di avviare in modo sistematico la condivisione di un programma amministrativo, completo di cronoprogramma, da pubblicizzare e condividere con l’intera cittadinanza in modo da intraprendere, ma non nella mera previsione della chiamata alle urne, un reale, duraturo e sostanziale processo di partecipazione dell’intera comunità ai processi amministrativi.
Che le politiche sostantive determinino, insomma, le procedure democratiche e non viceversa, ben sapendo che tali percorsi si costruiscono e consolidano con il tempo e non in occasione di eventi puntuali.
Federazione dei Verdi
PdCI Partito dei Comunisti Italiani
SDI Socialisti Democratici Italiani la Rosa nel Pugno
UDEUR Unione Democratici per l’Europa