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Mazzoli e Dottarelli alla riunione dell'Arco Latino
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- Il ruolo dei paesi del Mediterraneo, nell’attuale situazione geopolica. E ancora immigrazione, anche clandestina, e terrorismo.
Questi i punti illustrati dal presidente Mazzoli durante le giornate di Arco Latino a Bruxelles, sul tema “Quale Mediterraneo per il 2010”, alla presenza del presidente del Parlamento europeo, Josep Borrell, e del presidente del Comitato delle Regioni, Michel Delebarre, di fronte alla Commissione Europea ed esponenti del parlamento europeo.
“I temi e i problemi connessi con i fenomeni migratori ha detto Mazzoli nel suo intervento - richiamano direttamente la complessità e la ricchezza del Mediterraneo. L’immenso patrimonio di storia, culture, relazioni è il frutto di una storia millenaria, della stratificazione di eventi, di conquiste di civiltà, grandi tragedie. Il Mediterraneo è stato per secoli lo spazio nel quale gli scambi commerciali ed economici hanno rappresentato reali opportunità di crescita e di sviluppo. Nel futuro prossimo l’area tornerà a essere un crocevia strategico a fronte di nuovi processi economici e produttivi in atto nell’Est asiatico con gli esempi della Cina e dell’India. In questo senso è prevedibile una nuova centralità della zona nel sistema geo-politico e nei processi reali dell’economia, della cultura e della civiltà”.
Si è discusso in questi giorni di globalizzazione e di come senza regole produca di per sé ingiustizie, aumenti le differenze, accresca le distanza esistenti fra economie, fra modelli e stili di vita. “Si è discusso anche di conflitti, in particolare di quello israelo-palestinese, che infuoca il Mediterraneo e desta grandi preoccupazioni per il futuro, per il rischio connesso di alimentare la spirale del terrorismo legato al fondamentalismo religioso. Ma l’area o è il luogo del dialogo, della comprensione, della ricerca continua delle soluzioni più adeguate o non lo è. Ecco perché bisogna lavorare affinché possa essere un ponte e non solo uno specchio. Ed è evidente che l’immigrazione è uno dei temi principali su cui si misurerà la capacità dell’Europa di essere progetto. Indubbiamente l’aspetto più problematico e difficile è quello dell’immigrazione clandestina. Da questo punto di vista nessun paese si è dimostrato capace di fare entrare nel proprio territorio soltanto il numero di immigrati stabilito secondo le proprie decisioni pubbliche.”
Si tratta quindi di un fenomeno che va contenuto, obiettivo non semplice da raggiungere. “E di fronte a questo compito ha proseguito Mazzoli - diventa indispensabile produrre un reale salto di qualità. Il primo passo da fare è quello di considerare il problema dell’immigrazione clandestina un problema europeo. Presto partirà un’iniziativa di Francia, Italia, Spagna, Grecia, Turchia, Cipro e Slovenia per attivare una mobilitazione collettiva dell’Ue per far fronte all’emergenza clandestini. E su questo tema si deve superare la logica di azioni nazionali: si deve muovere la stessa Unione europea e confrontarsi con l’Unione africana. Se questo è l’ordine del giorno dell’agenda europea è chiaro che si parla dello spazio di iniziativa di Arco Latino. E la missione fondamentale è stringere relazioni. Ritengo quanto mai essenziale che mentre l’Ue definisce proprie strategie e azioni possa prendere in considerazione il punto di vista, il ruolo, le iniziative dei territori che affacciandosi sul Mediterraneo vivono direttamente e sulla propria pelle i fenomeni più drammatici dell’immigrazione clandestina, e a questi territori offrire sostegno rendendo disponibili risorse necessarie a questo sforzo”.
Negli ultimi anni il tema dell’immigrazione si è caricato di altre preoccupazioni e di altre paure tutte legate al nuovo terrorismo internazionale. “La minaccia però non deve essere utilizzata come alibi per smantellare fondamentali diritti civili, ma neanche essere minimizzata. Serve un impegno forte per proteggere l’incolumità dei cittadini e dei luoghi d’arte, senza compiere un tragico errore: l’inasprimento del conflitto ideologico che esclude la possibilità di tenere aperta la via del dialogo e della ricerca di soluzioni. E’ importante invece spiegare che pluralismo, tolleranza religiosa e culturale non sono soltanto valori conquistati con fatica dalla cultura europea, ma costituiscono uno strumento indispensabile di lotta contro il terrorismo, perché contribuiscono ad evitare che il terrorismo possa muoversi in un ambiente amichevole. Il compito è arduo. La strada è quella della riaffermazione dei grandi valori universali per i quali l’Europa ha offerto nel corso dei secoli un contributo straordinario. E servono politiche sovranazionali capaci di prevenire e contrastare i fenomeni degenerativi e più pericolosi proprio per garantire libertà e sicurezza. Su queste basi sarà possibile ritrovare nel Mediterraneo un luogo di pace, benessere e prosperità”.