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Ugo Sposetti
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Riceviamo e pubblichiamo
- Nella storia italiana l'artigianato ha sempre svolto un ruolo strategico per la coesione sociale, promuovendo valori di appartenenza, civiltà, democrazia e anche di responsabilità fiscale. Gli artigiani non sono evasori; sono una grande realtà culturale, sociale e imprenditoriale.
Dopo cinque anni di totale disattenzione del Governo precedente, oggi gli artigiani attendono giustamente una politica di sviluppo. Burocrazia, credito, fisco, liberalizzazioni, innovazione, made in Italy.
La Finanziaria in discussione al Senato prevede diverse misure che possono essere utili al rilancio del ruolo dell'artigianato che ritengo utili elencare: l'esclusione dall'accantonamento delle quote di Tfr per le imprese con meno di 50 dipendenti; la riduzione dei contributi per gli apprendisti per i primi due anni di lavoro impiegati da aziende con meno di 10 dipendenti; il finanziamento di 100 milioni di euro per l'anno 2007 per attività di formazione dei giovani assunti con contratti di apprendistato;
la riduzione del costo del lavoro tramite deduzioni all'imponibile per l'Irap; la riduzione dei premi Inail; la proroga delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie;
la previsione di detrazioni fino al 55 per cento dei costi sostenuti per la riqualificazione energetica degli edifici; l'accorciamento dei tempi per la proprietà dei brevetti al fine di consentirne l'accesso alle piccolissime imprese;
la possibilità di finanziare la sperimentazione di prototipi nella fase pre-competitiva anche in forma associata tra imprese in rapporto con le università e i centri di ricerca pubblici; il fondo per le zone franche urbane che prevedendo una spesa di 100 milioni dì curo per il prossimo triennio, consentirà il recupero di quartieri degradati delle periferie in alcune città del Mezzogiorno; 'istituzione di un fondo per finanziare l'abbattimento delle barriere architettoniche negli esercizi commerciali.
Nella giornata di ieri in risposta ad una interrogazione parlamentare tesa a conoscere gli interventi , oltre a quelli previsti in Finanziaria, che il governo intende adottare a favore dell’artigianato, il vice presidente del consiglio D’Alema ha elencato le ulteriori misure che il Governo intende attuare.
In particolare sono stati evidenziati i criteri di priorità di selezione delle iniziative ammesse ai benefici per tutte le misure di sostegno delle attività produttive - ivi compresi i nuovi progetti di innovazione industriale previsti dalla finanziaria - sulla base del criterio che tende a premiare l'innovazione di prodotto e/o di processo, l'aggregazione tra imprese e tra reti, il sostegno alla crescita dimensionale della singola impresa, il potenziamento ed il miglioramento dei servizi di orientamento strategico e la formazione di risorse professionali per le imprese.
Il governo assumerà a riguardo misure finalizzate a sostenere interventi per lo sviluppo e l'accrescimento dell'efficienza delle piccole e medie imprese operanti nei distretti produttivi, nelle aree che sono in relazione economica con esse, nelle reti di impresa, nei sistemi produttivi locali.
Il governo si impegnerà inoltre ad individuare un nuovo strumento giuridico a sostegno delle reti di impresa.
A promuovere specifici interventi per rimuovere gli ostacoli di ordine burocratico e altri elementi di distorsione della competitività attraverso la definizione di misure tese alla conservazione del patrimonio dell'impresa, l'adozione di provvedimenti che limitino l'indebitamento, l'individuazione di agevolazioni a tutela del patrimonio dell'impresa in sede di passaggio generazionale di attività, la definizione di criteri attuativi degli incentivi fiscali previsti dalla finanziaria per il 2007, l'introduzione di un meccanismo di perequazione del costo dell'energia gravante sui servizi acquisiti dalle imprese e la promozione del coordinamento per la semplificazione degli adempimenti burocratici anche in materia ambientale secondo linee guida di seguito indicate, l'abolizione di obblighi di invii, notifiche e comunicazioni alla pubblica amministrazione da ritenere superati o eccessivi, l'abolizione dell'obbligo di tenuta dei registri - che rappresenta una duplicazione di adempimenti - e annotazione di dati.
Come appare chiaro, il governo intende sostenere l'impresa minore, favorendo processi di innovazione ed economie di scala - anche assicurando il sostegno alle reti di impresa -, semplificando gli obblighi burocratici e attraverso specifiche misure in grado di aprire alle imprese minori i mercati finanziari, attraverso fondi di private equità e attraverso altri strumenti di sostegno pubblico.
Vanno quindi respinte le critiche del centrodestra le quali da mesi vanno ripetendo che l’azione del governo punta a colpire l'impresa minore.
Con le misure previste nella Finanziaria e quelle annunciate dal vice presidente D’Alema si intende aiutare l'impresa minore come sistema ad affrontare le nuove sfide della competitività.
Misure tese a recuperare un patto di fiducia con lo Stato, un patto di fiducia che è stato incrinato in modo molto pesante con cinque anni di governo basati su condoni fiscali, sul non affrontare le semplificazioni.
Il disastro dei conti pubblici e l'incuranza dei rapporti con lo Stato nei confronti delle piccole imprese ha generato sfiducia.
Riteniamo importante proseguire sulla strada che abbiamo cercato di iniziare a percorrere con l'attuale disegno di legge finanziaria perché riteniamo che possa contribuire a ridare fiducia anche ad una realtà importante per il paese come quella degli artigiani.
Ugo Sposetti