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Enio Gentili
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- L’artigianato nella Tuscia, un’impresa ben fatta.
Anche in un momento di stagnazione, il settore è cresciuto del 10%, con una flessione del 7% per le imprese che si sono cancellate dall’albo.
Numeri che sono musica per la Cna, che festeggia i sessant’anni d’attività e i cinquanta di presenza nella Tuscia. Si fa festa, ma si guarda oltre e venerdì primo dicembre alle 17, all’aula magna di Santa Maria in Gradi, il presidente della Regione Piero Marrazzo parlerà del “Progetto Lazio” per uno sviluppo in grado di salvaguardare gli equilibri del territorio.
Con lui, Adalberto Meschini, segretario provinciale, Giuseppe Parroncini, consigliere regionale, Sebastiano Fadda, docente d’economia politica a Roma 3 ed Enio Gentili e Antonio Zanganella, rispettivamente presidenti provinciale e regionale Cna.
“La Tuscia dice Meschini è a forte vocazione artigiana. Oggi 51 comuni hanno una zona dedicata al comparto dell’artigianato, dove operano 1300 imprese, che sono in crescita in diversi settori. Penso ad esempio a quello agroalimentare. Che non significa più solo panificazione. Si è passati alla lavorazione d’altri prodotti, come il cioccolato, le paste secche da forno, latte, formaggio”.
Un comparto, quello artigiano, aperto a chi ha capacità e inventiva.
Nel primo semestre 2006, su 399 nuovi iscritti, 59 erano extracomunitari, che si cimentano soprattutto in ambito edilizio.
E in grado di dare risposte in termini d’occupazione e formazione anche ai giovani. Il 30% della forza lavoro nell’artigianato, è sotto forma d’apprendistato. Che nella maggior parte dei casi si trasforma in una forma stabile di contratto.
L’appuntamento di venerdì con Marrazzo, è l’occasione per la Cna di continuare a dare il suo contributo alla crescita del nostro territorio.
“Mettendo in relazione responsabilmente dice Enio Gentili - lo sviluppo dell’artigianato e della piccola impresa con quello generale del territorio. Credo che questo sia un segnale forte, mentre è in corso una discussione sulla crisi della rappresentanza e sul prevalere, nella società, dei corporativismi e degli egoismi. La Cna mette a disposizione della comunità valori sia economici che sociali”.
A Viterbo l’artigianato contribuisce per il 13.2% del reddito totale, facendo conquistare alla Tuscia l’appellativo di provincia artigiana del Lazio. Al 30 giugno scorso, erano 8.337 le imprese artigiane presenti, 21,08 per cento del totale di quelle registrate, con circa 19.000 addetti.
L’artigianato contribuisce in modo significativo alla creazione di lavoro: il 25 per cento degli occupati delle imprese e il 19 per cento del complessivo degli occupati, inclusa la pubblica amministrazione, sono presenti in questo comparto.
Più imprese individuali (80%) che non società (20%).
Nella provincia di Viterbo, la Cna è presente dal 1956, associando 4.015 imprenditori artigiani (620 le donne, tra titolari d’impresa e socie), quasi il 50 per cento degli iscritti nell’albo. Opera a fianco delle imprese attraverso l’attività dei propri dirigenti e operatori, 80 persone in tutto (48 sono donne), in dodici sedi territoriali, dove sono attivi servizi per lo sviluppo e a tutela della persona e dell’impresa. Negli ultimi anni, accanto alle attività d’assistenza e consulenza tradizionali, è stato inaugurato uno sportello a sostegno dell’internazionalizzazione.
Ma l’investimento più rilevante ha riguardato i servizi per l’ambiente e la sicurezza. Alla diffusione della cultura della prevenzione, considerata tra le priorità assolute nelle scelte imprenditoriali, Cna contribuisce anche in sinergia con i soggetti competenti (recente è l’accordo stipulato con la Asl di Viterbo per la progettazione e la realizzazione d’interventi formativi).
Le imprese associate appartengono per il 28,23 per cento al settore delle costruzioni, per il 10,47 per cento all’impiantistica, per il 13,55 per cento alla produzione, per l’11,23 per cento ai servizi alla comunità (autoriparazione e lavanderie, principalmente), per il 10 per cento alla produzione alimentare, per il 9 per cento ai servizi alla persona (estetica, acconciatura, laboratori odontotecnici), per l’8 per cento all’autotrasporto merci, per il 3,5 per cento all’artigianato artistico.
Il sistema Cna nella Tuscia
La Cna è un’associazione di rappresentanza delle imprese, in particolare dell’artigianato e della piccola e media impresa.
Strutture funzionali al sistema Cna sono le Unioni dei mestieri, che consentono a ciascun imprenditore di confrontarsi con i colleghi del proprio settore su problematiche comuni e di individuare, anche con il concorso degli enti interessati e delle istituzioni, risposte adeguate. Sono costituite, nella Tuscia, le seguenti Unioni: Cna Alimentare, Cna Artistico e Tradizionale, Cna Benessere e Sanità, Cna Costruzioni, Cna Fita, Cna Installazione e Impianti, Cna Servizi alla Comunità.
Sono altresì parte integrante del sistema questi raggruppamenti di interesse: Cna Impresa Donna, Cna Pensionati, Cna Piccola e Media Industria.
A partire dagli anni ’70, la Cna ha puntato con convinzione sull’associazionismo economico e sulla cooperazione mutualistica nel credito.
Oggi, la sua cooperativa di garanzia, Artigiancoop, può contare su una forza di 3.113 soci, non più solo artigiani, ma anche piccoli e medi imprenditori ed è al primo posto, nel Lazio, per il volume dei finanziamenti erogati.Le forme associative si sono evolute: aderiscono alla Cna provinciale dieci consorzi (sei operano nel settore dell’autotrasporto merci, due nell’edilizia, due nell’impiantistica elettrica e termoidraulica).
Cna, un importante ruolo di rappresentanza
Nel proprio ruolo di rappresentanza, la Cna di Viterbo dialoga quotidianamente con le istituzioni e con le parti sociali per il riconoscimento del ruolo dell’artigianato e della piccola e media impresa e per concorrere alle scelte per lo sviluppo.
La Cna esprime il presidente della Camera di Commercio di Viterbo, oltre ad essere presente nella Giunta, nel Consiglio e nel Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria Femminile dell’Ente. E’ un dirigente della Cna anche il commissario straordinario della Commissione Provinciale per l’Artigianato.
L’Associazione è tra i promotori dei due Gal -Gruppi di Azione Locale- della Tuscia (in entrambi, ha la vicepresidenza del consiglio di amministrazione). E’ firmataria del contratto d’area Montalto di Castro -Tarquinia.
Presso la Provincia, siede al tavolo di concertazione, nel Forum per le pari opportunità e a tutti i tavoli tecnici dove si affrontano i problemi che interessano l’impresa.
E’ presente nei consigli d’amministrazione della Spal (Società Produttiva Alto Lazio) SpA e della Esco Tuscia SpA, così come, con una delle strutture consortili associate, nell’assemblea della SpA Centro Merci di Orte. E’ altresì socia del Centro Agroalimentare di Viterbo.
Insieme con le strutture nazionali e regionali, la Cna rappresenta gli imprenditori nel confronto con il governo nazionale, con il Parlamento e con la Regione, Ente, quest’ultimo, che ha una importanza sempre maggiore nella definizione delle politiche per lo sviluppo delle economie territoriali.
Il presidente della Cna di Viterbo è vicepresidente di Artigiancredito del Lazio, Ente funzionale della Regione, mentre il segretario fa parte del consiglio di amministrazione di Unionfidi.