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Mario Ricci
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- Via due assessori e stop all’incarico per il direttore generale della Provincia Luciano Dottarelli.
Rifondazione Comunista punta sulla linea del rigore per tutti. Con qualche se e diversi ma.
Perché se la Provincia è costretta a mandare a casa una ventina di lavoratori precari e salvare solo 3/5 dei quarantotto impegnati nei cantieri scuola non avendo i soldi per stabilizzarli tutti, anche la politica deve dare un segnale forte.
Il segretario Ricci stamani lo ha detto chiaramente, in un incontro con la stampa insieme ai consiglieri Fortuna e Miccini.
“Non possiamo pretendere rigore precisa solo da chi lavora, ma fare scelte coerenti”. Come? Con una grande opera di moralizzazione della politica, che passa attraverso la revisione (anche economica) dei meccanismi che la governano. Qualcosa in più di una semplice oliata agli ingranaggi.
“Qui non sono in discussione le persone precisa ma se per sistemare i lavoratori a rischio occorrono trecentomila euro e un dirigente ne prende 170mila lordi, significa che esistono sproporzioni. L’Unione è anche al Governo e in Regione. Dobbiamo spingere per ricercare una soluzione. Se i soldi si trovano bene, altrimenti si scelgono strade alternative”.
Che possono passare anche dal ritorno a sei assessori per la giunta, magari con la riduzione del parco macchine a palazzo Gentili (oggi sono 144), come aveva già detto in consiglio Riccardo Fortuna.
Ma anche la contrazione del numero di consiglieri nelle società dove la Provincia è presente. Tre o cinque al massimo, come prevede anche la Finanziaria, con lo stipendio basato sull’80% di quanto percepito dal sindaco del comune più grande della provincia e non come avviene oggi, commisurato al compenso di un consigliere regionale.
“La via del rigore a Rifondazione non piace continua Ricci ma è solo per difendere chi lavora”.
Anche Dottarelli lavora. Ma il suo ruolo è utile all’amministrazione? “Lo verificheremo”.
E in fase di discussione bilancio, il partito è pronto a contare anche il centesimo.
Perché se quando governava la destra in Provincia c’erano 250 precari e oggi ce n’è qualcuno di meno, è il campanello d’allarme d’un meccanismo che va interrotto. A Palazzo Gentili come altrove.
“Dovremmo domandarci dice il consigliere Riccardo Fortuna come mai si preferiscono forme d’assunzione come precari o interinali, più costose di un’assunzione diretta o come mai, nel caso della gestione dei rifiuti, 18 milioni d’euro vanno ad un’azienda privata, piuttosto che gestire direttamente il servizio. Ma è sicuro che il pubblico costa più del privato?”.
Ricci incalza. “Facile assumere in campagna elettorale spiega come avvenuto per i cantieri scuola, ricercando consensi. La vecchia amministrazione sapeva che non c’era copertura finanziaria”.
Occorrono risposte concrete. “La situazione lasciata dal centro destra in Provincia conclude il segretario Ricci è da fallimento, con lo sforamento del patto di stabilità e in un anno c’è stato un cambiamento di rotta”.
Ma di strada ce n’è ancora da fare. Sul fronte lavoro, la situazione a Viterbo è tutt’altro che allegra. La Tuscia è fanalino di coda nel Lazio, con il più alto tasso di disoccupazione, il 9%, che arriva al 30% se si considera quello giovanile.
C’è di buono, che con queste cifre, si può solo che migliorare.