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Antonio Rizzello (Ds)
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Senza Filtro - “La sinistra illusionista è abituata a stordire i cittadini con frasi a effetto per far apparire la realtà diversa da quello che è? Benissimo: allora basiamoci solo su dati oggettivi e atti amministrativi, così facciamo contento il consigliere Marini.
Ed eliminiamo anche le frasi a effetto, lasciando l’esclusiva al consigliere Bigiotti”.
Cantieri scuola della Provincia: per il capogruppo dei Ds Antonio Rizzello, carte alla mano, l’unica strada percorribile è quella illustrata dal presidente Alessandro Mazzoli, ovvero stabilizzazione part-time per i 3/5 dei lavoratori.
“L’ex presidente Marini dice di aver amministrato le risorse facendo in modo che ci fossero i soldi necessari a far lavorare le persone, richiamando norme di buona gestione.
Ovvero prorogando i cantieri scuola per un anno e giungendo alla stabilizzazione di tutti nel 2007.
Cosa impossibile: la proroga partirebbe infatti solo al termine del cantiere, il prossimo mese di marzo.
Quindi, secondo il suo ragionamento, la stabilizzazione dovrebbe avvenire nel 2008.
Marini omette però un particolare: il dirigente del settore risorse umane, il 14 gennaio del 2005, aveva spiegato a chiare lettere che “risulta di difficile applicazione una soluzione che, decorsa la durata dei cantieri, porti alla stabilizzazione attraverso assunzioni a tempo indeterminato all’interno dell’organico dell’ente”.
E nonostante questo, non solo non erano state individuate le risorse per la copertura finanziaria necessaria all’assunzione, ma successivamente a tale parere si è voluto addirittura ampliare il cantiere scuola”.
La motivazione del dirigente faceva leva su considerazioni oggettive. “Per il nostro ente si legge nel parere il piano assunzioni anno 2003, ultimo in ordine di tempo, consentiva l’assunzione di sole tre unità di personale.
La recentissima legge 311 del 23 dicembre 2004 non sembra discostarsi da tale tendenza. La stessa prevede inoltre l’obbligo di una nuova rideterminazione della dotazione organica, che determini una riduzione di almeno il 5% della spesa del personale”.
Non solo: nella delibera approvata dalla giunta Marini il 26 ottobre 2004, si specificava che la stabilizzazione di almeno 3/5 delle unità lavorative impiegate era fattibile “nei limiti delle possibilità di assunzione per gli enti locali stabiliti dalla normativa vigente al momento della trasformazione”.
“Ovvero spiega Rizzello - che prima di stabilizzare qualcuno, avrebbero dovuto per forza aspettare le direttive della futura Finanziaria.
Altro che programmazione e buona gestione: non potevano prevedere nulla. L’eventuale stabilizzazione, checché ne dicano i consiglieri di minoranza, non può essere solo frutto di volontà ma anche e soprattutto di leggi Finanziarie. Loro dovrebbero saperlo bene che le amministrazioni non sono libri di favole e che i conti si fanno con i dati reali e non con le “discutibili” capacità o volontà altrui”.
Da Marini a Bigiotti, fino alle frasi a effetto. “Ciarlatano, incompetente sia di politica sia di amministrazione, immorale, bugiardo matricolato.
E poi ovviamente vergogna. Ecco un breve elenco di appellativi che il capogruppo dell’Udc ha utilizzato nei nostri confronti.
“Frasi a effetto” di questo genere certamente non ci appartengono.
Affermare simili cose conoscendo la situazione serve solo ad aizzare gli animi e portare il dibattito su altri canali. Né tanto meno possiamo accettare lazioni di buona amministrazione in tema di lavoro da chi a fronte della precarietà di Lsu ed ex Ciet (78 persone) che si protraeva da anni, ha pensato bene di creare nuovo precariato, non risolvendo il problema pregresso.
Ecco perché da parte nostra abbiamo sempre mantenuto un atteggiamento di responsabilità, senza creare false aspettative verso chi questa partita la vive sulla propria pelle.
Sono i motivi per i quali tutti i capigruppo di maggioranza hanno firmato un documento nel quale si esprime la volontà politica di stabilizzare part-time i 3/5 dei cantieristi, alla luce di questi ragionamenti. Peraltro il documento esprime chiaramente la volontà politica di procedere alla stabilizzazione mediante una seria razionalizzazione delle spese.
Non comprendiamo come e a quale scopo alcuni, pur consapevoli di ciò che la maggioranza all’unanimità ha stabilito, oggi percorrono ipotesi sulle quali non vi è stato alcun tipo di approfondimento.
Il lavoro e particolarmente quello precario è un problema che necessita della massima serietà, sia da parte di chi millanta soluzioni prive di fondamento amministrativo, sia di chi propone percorsi che finiscono per associare situazioni tra loro totalmente diverse.
Ma a questo punto conclude Rizzello - sono due gli interrogativi: chi è l’illusionista e chi vuol far apparire la realtà diversa da quello che è”?