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Giovan Battista Martinelli
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Riceviamo e pubblichiamo
“
Caro senatore Marini, non vedi altro che la tua ombra quando volgi le spalle al sole”
L’iniziativa del 7 dicembre presso la sala conferenze della Provincia promossa dalla Cgil di Viterbo conclude le celebrazioni del suo centenario.
Un lungo cammino che ha accompagnato la crescita sociale, civile e democratica del paese, un percorso dove si sono congiunti i grandi valori della libertà e della democrazia con i grandi valori della dignità del lavoro, della solidarietà dei diritti, della pace, che hanno formato una piattaforma politico ideale sulla quale la parte migliore della società si è sempre riconosciuta e ha lottato e lotta per contrastare un modello di società ispirata al criterio del profitto e della teoria neo-liberista che sta affamando due terzi del pianeta.
Se abbiamo potuto giocare questo grandissimo ruolo in modo costante in questi 100 anni significa che la storia di questo Paese non è leggibile senza la storia dei lavoratori.
Se la nostra Costituzione ( quella che il Senatore Marini e i suoi amici, fascisti, ecc. ecc. ecc. volevano calpestare) all’articolo 1 afferma che “L’Italia è un paese democratico fondato sul lavoro” è il riconoscimento del grande e diffuso contributo del lavoro alla lotta di liberazione che ha sancito in modo indelebile la democrazia nel nostro Paese che consente oggi, anche al senatore Marini di aprire bocca e dargli fiato spesso a vanvera.
Caro senatore furono oltre 12.000 le lavoratrici e i lavoratori deportati nei lager nazisti con l’accusa di avere organizzato scioperi, boicottato le produzioni, di aver collaborato con la Resistenza, solo se sono tornati vivi.
Ricordare la figura e l’impegno di Guido Rossa delegato della Cgil presso l’Italsider di Genova, un uomo giusto che pagò con la propria vita per il progetto politico assurdo e delirante delle Brigate Rosse, una persona (lui si caro senatore) che visse con coerenza verso la propria concezione della politica e che non esitò a tener fede fino in fondo alla propria scelta civile, con la figlia Sabina che con coraggio ha ricostruito tutte le vicende che portarono all’omicidio del padre, l’abbiamo ritenuto un dovere non solo politico e morale, ma l’esempio e la testimonianza che per la nostra organizzazione , l’impegno nella difesa di quella libertà conquistata è stata e sempre sarà la nostra stella polare.
Se l’onorevole Sabina Rossa, nel suo doloroso percorso di ricostruzione storica, documentata nel suo libro, non ha trovato “ scandaloso” parlare con gli stessi autori ancora in vita, dell’azione che ha portato alla morte del padre, proprio per dovere ed esigenza di verità, non vediamo come Marini possa essere scandalizzato della partecipazione di Franceschini all’iniziativa del 7 dicembre.
La volontà della Cgil, condivisa dalla stessa Sabina, è quella di proporre con questa iniziativa stimoli ad una ricostruzione che attraverso la storia e la vicenda personale di Guido Rossa possa continuare a stimolare la memoria storica di questo Paese, spesso sopita, e far luce sui tanti dubbi che le azioni e la strategia delle BR ancora portano con sé.
Franceschini, per altro non accusato di nessun fatto di sangue è stato l’unico che ha avuto il coraggio di porre dubbi e quesiti sia su alcuni dirigenti di spicco delle Br, sia sugli intrecci poco chiari con personaggi mai indagati, con alcuni esponenti dei servizi e degli apparati dello “stato” che in quel periodo “ osservavano” il fenomeno terrorista non indifferentemente.
Agli esponenti del centro destra che insorgono contro l’iniziativa consigliamo vivamente di parteciparvi, per rinfrescare la loro memoria storica e costruirsi un giudizio obiettivo scevro da strumentalizzazioni politiche.
Speriamo che lo sdegno rappresentato da Marini sia albergato nella sua coscienza anche quando il nostro territorio ha ospitato il raduno di “Forza Nuova” aggregazione neo-fascista alleata dalla sua compagine alle ultime elezioni politiche.
La presenza, inoltre del Presidente della Provincia Alessandro Mazzoli dovrebbe indurre alla mente di Marini una riflessione morale in più rispetto al doveroso riconoscimento istituzionale della figura limpida e generosa di Guido Rossa.
La lotta al terrorismo, fa parte della nostra storia e la storia non va mai dimenticata, così come non bisogna mai dimenticare il ruolo fondamentale che anche il sindacato confederale, la Cgil e il P.C.I. ebbero in quegli anni bui della nostra repubblica.
Il Segretario generale
G.Battista Martinelli