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Vincenzo Peparello
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A settembre solo la grande distribuzione ha visto aumentare le vendite. Per il piccolo commercio invece c’è stato un incremento, ma solo nominale.
Infatti, se si tiene conto anche dell’inflazione la situazione cambia.
Le vendite reali dei piccoli esercizi commerciali registrano così un meno 0,9% e le vendite totali (sempre a dati reali, cioè tenendo conto del costo della vita) un -0,3%; mentre la grande distribuzione ha ottenuto una crescita reale dello 0,6%.
Invece a livello nominale l’incremento, tenendo conto del settore commercio in generale (piccola e grande distribuzione), ha toccato sia le vendite del settore alimentare (+2,4%) che del non alimentare (1,5%).
Secondo l’ufficio studi della Confesercenti, l’incremento delle vendite ha riguardato soprattutto la grande distribuzione organizzata con un +2,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ed è determinato in particolare dal settore non alimentare dove si registra una crescita delle vendite del 3,4%.
Nel piccolo commercio, che nel complesso ottiene un incremento dell’1,2%, ad andare meglio è invece il settore alimentare con un +1,6%.
Questi risultati si riferiscono al valore corrente delle vendite e incorporano, quindi, sia la dinamica delle quantità che quella dei prezzi. Le valutazioni che emergono dai comportamenti delle famiglie, che questi dati mostrano, sono ancora molto caute anche se la tendenza è relativamente positiva se rapportate ad un 2005 sostanzialmente piatto.
In quest’ottica si inserisce l’iniziativa della Confesercenti Viterbo, la quale a giorni presenterà un’indagine effettuata nel mercato commerciale provinciale. Al centro dell’indagine i dati provinciali (che avranno come parametro quelli nazionali) della spesa delle famiglie e dei consumi attesi nel periodo natalizio.
La Confesecerenti Viterbo, dice il suo presidente Vincenzo Peparello, “Ritiene pertanto che le eccessive incertezze sui contenuti effettivi della manovra di bilancio per il 2007 probabilmente stanno determinando nei consumatori un atteggiamento ancora attendista, anche se basato su qualche elemento di speranza”.