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Ronciglione
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Riceviamo e pubblichiamo
- Il vecchio PRG, adottato nel 1982 ed approvato dalla regione nel 1989, era ormai completato ed era necessario approvarne un altro, altrimenti le aree edificabili sarebbero state sempre di meno e sempre più care; non sarebbe stato possibile costruire case popolari; non sarebbe stato possibile accogliere delle strutture importanti per il nostro paese, come le industrie di trasformazione dei prodotti agricoli.
Nel Piano abbiamo previsto un’area per un nuovo campo di calcio, un campeggio, un galoppatoio; abbiamo previsto un’area industriale ed un’area per insediamenti commerciali espositivi a Trenta Miglia; un luogo, quest’ultimo, dove gli artigiani ed i produttori agricoli potranno esporre direttamente i loro prodotti, con gran vantaggio per l’economia di Ronciglione: ogni giorno sulla Cassia Cimina transitano migliaia di automobili, e tutti avranno modo di fermarsi ed acquistare direttamente da chi produce.
Nel Piano è prevista un’area per costruire alberghi e nuove abitazioni, è prevista una nuova circonvallazione; è stata raddoppiata la zona artigianale. Insomma il nuovo Piano Regolatore rappresenta una grande occasione di sviluppo per il nostro Paese.
Era necessario? Certamente sì: non possiamo lamentarci per la disoccupazione ed il poco turismo e poi lamentarci ancora perché si fa un Piano Regolatore che pone le basi per lo sviluppo economico del nostro territorio, come fanno alcuni, che si lamentano sempre e comunque.
Abbiamo previsto la zona industriale e la zona commerciale-espositiva, in un’area adatta: pianeggiante, poco distante dal centro urbano, su una via di comunicazione come la Cassia Cimina, all’incrocio della via che porta all’autostrada. Se qualche imprenditore vorrà investire a Ronciglione, adesso potrà farlo e non saranno perse altre occasioni, come nel recente passato.
Quali saranno i tempi? E’ difficile dirlo, dobbiamo mettere in conto i tempi di approvazione del Piano da parte della Regione; nel passato erano molti anni, oggi si sono ridotti, ma non sappiamo di quanto.
In ogni caso, una volta approvato il Piano, questo non significa che automaticamente si insedieranno delle industrie: se qualcuno vorrà investire, bene, altrimenti le aree interessate resteranno agli attuali proprietari e dopo cinque anni torneranno ad essere agricole.
E i proprietari delle aree che dovranno essere espropriate? La nostra Costituzione all’art 42 recita: “La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, …” e poi successivamente: “La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.” Quindi, come accade in tutto il mondo, gli interessi privati vengono dopo gli interessi della collettività. Naturalmente il proprietario va risarcito per il danno subìto.
Fino a pochi anni fa il prezzo d’esproprio era molto basso, poche lire; allora subire un esproprio costituiva una tragedia dal punto di vista economico.
Oggi non è più così: con il Testo Unico sugli espropri, legge n. 327 del 2001, il risarcimento va calcolato in base al prezzo di mercato. Il Comune di Ronciglione, quando ha espropriato le aree per la zona artigianale, alcuni anni fa, ha pagato poco più di un miliardo di vecchie lire, per circa 5 ettari, cioè 200 milioni di vecchie lire ad ettaro.
Oggi il Comune sta acquistando, da un privato, un’area in zona artigianale, da adibire ad “Isola ecologica” (progetto finanziato alla Comunità Montana dalla Comunità Europea) e l’Ufficio Tecnico Erariale (UTE) di Viterbo, ha stimato il prezzo d’acquisto pari a 14 euro a mq, vale a dire 140.000 euro ad ettaro, circa 270 milioni di vecchie lire. Certamente non è un prezzo da poco, considerato che un ettaro di buon noccioleto (in area agricola) si vende a 40.000-50.000 euro.
Allora, si può dissentire, come stanno facendo pubblicamente le signore Ginnasi in Piazza del Comune, perché la propria area è stata prevista come commerciale-espositiva. E’ senz’altro lecito dimostrare il proprio dissenso, ma fare la parte delle vittime, che resterebbero senza terra, senza soldi e senza lavoro, è davvero fuori della realtà.
Le signore Ginnasi scrivono sui loro manifesti che il comune “si approfitta dei più deboli”; vorrei far notare come i veri deboli, in questa società, sono le persone senza lavoro, o senza casa, i pensionati spesso al minimo, non le famiglie con decine di ettari di terreno, che hanno l’occasione di vederlo super valutato. Infine, le signore Ginnasi sono state ricevute dal sottoscritto la sera di lunedì 21 il quale, dopo un lungo colloquio, si era impegnato a parlare con gli Uffici Regionali per cercare una soluzione ragionevole alle loro esigenze.
Esse hanno dapprima accettato poi rifiutato, perché volevano “garanzie”, accettando forse cattivi consigli.
La preoccupazione principale, mia e dell’amministrazione che presiedo, è fare gli interessi della comunità, cercando, contemporaneamente di risolvere i problemi dei singoli. Questo abbiamo fatto per quattro anni e mezzo e questo continueremo a fare e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.
Il sindaco di Ronciglione
Giancarlo Bianchini