- Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza alle donne. Se è stato necessario indire tale giornata vuol dire che il fenomeno è reale e di proporzioni allarmanti.
Non si tratta di violenze che riguardano solo altre realtà e altre culture lontane dall’Italia, ma è proprio qui, a casa nostra, che un omicidio su quattro avviene in famiglia, tra le mura domestiche.
Prima che venga uccisa e che il caso arrivi alla ribalta delle cronache nazionali la donna sopporta per anni violenze di ogni tipo.
Per ogni “femminicidio” di cui veniamo a conoscenza ci sono molte donne che soffrono di maltrattamenti, violenze psicologiche, violenze economiche, di isolamento: situazioni sommerse in cui la donna conduce la sua vita e di cui tacerà per paura, per assuefazione, per i figli, perché tanto non le credono… e di questo fenomeno la Tuscia è uno specchio di tutto rispetto, così come il Centro Antiviolenza ha potuto appurare.
Le cronache di questo ultimo anno ci hanno subissato di “femminicidi” e di violenze perpetrate sulle donne anche, e sempre più spesso, da giovanissimi sulle coetanee.
Li chiamiamo “femminicidi” perché il 70% delle vittime di omicidio sono donne uccise quasi unicamente per ragioni passionali o durante un litigio da partner abituali, passati o pretesi tali, da familiari maschi o da clienti e sfruttatori.
Questi delitti sono la punta di un iceberg: 31 Centri Antiviolenza italiani, nel periodo compreso tra il primo gennaio 2006 ed il primo ottobre 2006, hanno accolto 4792 donne, di cui 903 straniere; all’interno delle case rifugio ad indirizzo segreto hanno invece ospitato, per situazioni di emergenza per la loro stessa vita, 162 donne con 124 bambini e bambine. Sono numeri parziali, se pensiamo che solo in Italia esistono oltre 100 Centri Antiviolenza e Case delle Donne, e di queste 40 circa gestiscono una o più case rifugio ad indirizzo segreto.
L’associazione Erinna, associazione di donne contro la violenza alle donne, Venerdì 24 novembre presso l’U.P.T.E. in via del giglio 3 a Viterbo alle 15.30 , presenterà il film “Moolaadé”, film sulla realtà di un villaggio africano e sul rifiuto delle donne al controllo violento sul proprio corpo da parte degli uomini. E’ un omaggio alle sorelle africane e un modo per riflettere sulle costrizioni che le donne subiscono da tutte le proprie tribù.”
Associazione Erinna