- La Asl di Viterbo intensifica la propria presenza nella casa circondariale del capoluogo. Un rapporto di collaborazione con la direzione dell’Istituto Mammagialla, finalizzato a garantire una serie di apporti sul piano operativo e dell’informazione dell’utenza in chiave di tutela preventiva da possibili patologie legate a cattive abitudini nel contesto quotidiano.
Una presenza, quella della Asl, che risponde ai dettami del decreto legislativo 230 del 1999, il quale prevede il passaggio al Servizio sanitario nazionale dell’assistenza ai tossicodipendenti detenuti e del servizio di igiene e prevenzione in carcere.
Di questo è di altro si è parlato ieri (23 novembre) in una conferenza che si è svolta proprio a Mammagialla alla quale ha partecipato il direttore generale, Giuseppe Aloisio.
Durante l’incontro si è discusso anche di prevenzione e del contributo che la Asl di Viterbo può assicurare agli operatori penitenziari e alla popolazione ristretta. Interventi che prevedono la presenza in istituto, per una volta al mese, di due specialisti (di Otorinolaringoiatria e dei Medicina generale) che accedono in carcere in orario di servizio.
“L’obiettivo ha detto il direttore generale Aloisio - è quello di migliorare la medicina penitenziaria nella prospettiva di equiparare l’assistenza sanitaria ai detenuti a quella erogata all’esterno”.
Si tratta di un risultato già in parte raggiunto grazie all’attuazione di importanti misure. Su tutte la fornitura gratuita al carcere, tramite la farmacia dell’ospedale, di numerosi medicinali (antiretrovirali, Ifn, ribaverina, antibiotici, farmaci per il sistema nervoso centrale).
Non occorre dimenticare, poi, la recente attivazione presso Belcolle del reparto di Medicina penitenziaria in grado di ospitare fino a 12 detenuti pazienti. Sul piano dell’informazione, inoltre, si sta dando notevole rilievo all’organizzazione di conferenze mirate ad accrescere le conoscenze sanitarie della popolazione reclusa su temi che spaziano dalla prevenzione della patologia arterico sclerotica (modifica di abitudini di vita) alla lotta contro il fumo.
E’ in fase avanzata, ad esempio, la preparazione di un corso di 12 ore sull’igiene della alimentazione e sulla legislazione sanitaria specifica rivolto ai detenuti che lavorano nella cucina dei vari reparti detentivi.
“La mia presenza qui ha detto Giuseppe Aloisio nel corso della conferenza di ieri la ritengo un momento dovuto di grande civiltà. Chi si trova a vivere, per un periodo della sua esistenza, il disagio della condizione carceraria resta comunque un cittadino che ha il giusto diritto a reclamare una sempre più efficace e puntuale assistenza medica e infermieristica. Un impegno, grazie anche alla collaborazione della direzione di Mammagialla, che sento il dovere di assumere nell’ottica di un generale miglioramento del servizio erogato ai nostri utenti, nessuno escluso”.