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Laura Allegrini
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- La senatrice Allegrini ha partecipato alla conferenza su “Immigrazione, integrazione e dialogo interculturale: il ruolo dell'Osce”che ha avuto luogo nell’isola di Malta. Di seguito è riportato il testo integrale del suo intervento.
L´Italia è la porta del Mediterraneo. Secondo alcuni il colabrodo del Mediterraneo e più di ogni altro Paese europeo avverte il peso dell´immigrazione clandestina che si muove, anche attraverso Malta, verso le coste italiane.
Sono quasi sempre disperati che cercano una chance che il nostro Paese, il più delle volte, non è in grado di offrire: la crisi economica e la disoccupazione rendono difficile anche in Italia governare questi processi, tanto che la legge attualmente in vigore nel nostro Paese lega l´accesso ed il flusso all´offerta di lavoro.
Quando si esce dalla legalità e si entra poi nell´ambito della clandestinità il lavoro diventa sottopagato ed al limite della schiavitù mediante fenomeni di caporalato, per lo più nel settore dell´agricoltura al Sud Italia e dell´edilizia nel Nord-Italia.
Spesso si sconfina nella criminalità vera e propria con lo sfruttamento della
prostituzione e la manovalanza per cosche organizzate.
Una vera emergenza in termini sociali, sanitari e di sicurezza: a cominciare dagli affollatissimi centri di accoglienza per I quali l´Italia continua a destinare fondi e dispiegare energie. Questo stato di tensione finisce per falsare in Italia e non solo il dibattito sull´interculturalismo ed aumenta la soglia di intolleranza.
Il problema centrale è la capacità reale degli Stati Accoglienti di offrire agli immigrati in primo luogo la dignità individuale del lavoro, della casa e del wellfare senza discriminazione alcuna e, contestualmente, la dignità di gruppo, di minoranza etnica, religiosa e culturale.
Solo una reale pari opportunità di base crea l´interculturalismo che è un processo di sintesi certamente più avanzato e complesso del multiculturalismo.
E´ evidente che senza una regolamentazione ed un controllo bilaterale della politica migratoria si rischia di perdere anche la reciprocità nella collaborazione all´integrazione, in quanto limmigrato illegale viene avvertito come un corpo estraneo della società che non accoglie o accoglie solo approfittando dello stato di bisogno; calpestando, cioè diritti e garanzie.
Alcune amministrazioni regionali italiane hanno sviluppato progetti per l´immigrazione di qualità nei Paesi dai quali partono I più consistenti flussi migratori verso l´Italia realizzando corsi di formazione professionale finalizzati al lavoro qualificato in Italia che prevedono, tra l´altro, l´apprendimento della Costituzione e dei rudimenti di diritto amministrativo italiano.
Tutto ciò con la collaborazione di imprese private che si impegnano dopo la formazione all´assunzione del lavoratore immigrato beneficiando in cambio di contributi fiscali.
Si crea con ciò una sorta di anticamera all´acquisizione della cittadinanza italiana non più legandola allo jus soli o allo jus sanguinis o al tempo di permanenza in Italia ma ad un radicamento reale e consapevole nella società.
E´ certo che non esiste la possibilità di combattere unilateralmente l´immigrazione clandestina e denunciamo con forza l´evidente responsabilità degli Stati di provenienza degli immigrati clandestini verso I quali l´azione internazionale dell´OSCE dovrà dispiegarsi in maniera più incisiva e coinvolgente.
Non si tratta, comunque, solo di reprimere o prevenire l´immigrazione clandestina bensì di indirizzare I flussi in un comune progetto di sviluppo dei paesi coinvolti concretizzando l´aspirazione allo sviluppo socio economico e l´affermazione alla libertà di scelta ed autodeterminazione di ciascun individuo, ma valutando, soprattutto, sinotticamente l´economia e le tensioni sociali delle collettività.
Laura Allegrini