 |
Boccolini
copyright Tusciaweb |
- Le piccole e medie imprese nella Tuscia cancellano la Finanziaria.
O almeno lo farebbero se solo potessero. Un primo risultato, comunque, la tanto discussa manovra l’ha già ottenuto. Mettere insieme i rappresentanti di categoria a livello nazionale. Non era mai successo.
Così, anche a Viterbo, dopo la riunione di Roma, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, si uniscono per gridare ancora più forte no alla manovra economica del governo Prodi. Va cambiata.
Come, lo hanno spiegato stamani in Camera di Commercio i rappresentanti delle associazioni.
“Si faccia un serio intervento sull’elusione fiscale spiega Vincenzo Peparello della Confesercenti perché buona parte della manovra così com’è, la pagano le piccole e medie imprese, senza avere granché come ritorno, mentre c’è chi è assolutamente sconosciuto all’Erario. Va ridotta l’Iva sul turismo, che altrove o non c’è o è la metà rispetto all’Italia. E’ stata tolta la tassa sul soggiorno, ma non si tratta di una conquista, prima non c’era”.
Mentre aumentano gli oneri contributivi e previdenziali per autonomi e piccole e medie imprese.
“Che sono spiega Boccolini della Confcommercio la parte più produttiva del paese. La richiesta di maggiori contributi, poi, è immotivata, dal momento che la gestione Inps del commercio è in attivo per sette miliardi d’euro ed il saldo tra popolazione attiva e pensionati è positivo”.
Contributi che aumentano anche per gli apprendisti.
A Viterbo negli ultimi dodici mesi ce ne sono stati oltre 150 nuovi, il 90 per cento dei quali, statistiche alla mano, sarà assunto. L’aumento progressivo della tassazione, che tra tre anni arriverà al 10%, secondo Boccolini avrà effetti negativi sul ricorso delle aziende a questo strumento.
“La nostra dice Ennio Gentili, Cna è un’imprenditoria non assistita. Se qualcosa va male, ci rimettiamo in prima persona, senza aiuto da parte dello Stato. Non abbiamo società in paradisi fiscali, chiediamo che ci sia riconosciuto e se bisogna fare sacrifici, si cominci a tagliare in quei settori dove continuano a esserci sprechi”.
Attenti a non fare di tutta un’erba un fascio, è l’avvertimento di Stefano Signori, Confartigianato.
“Ci additano, sbagliando, come evasori spiega invece questa Finanziaria la paghiamo noi. Sono andate deluse tutte le aspettative di luglio, mentre gli sprechi sono rimasti e i tagli alla spesa non si sono visti. Se la Finanziaria resta così com’è, porteremo in piazza le nostre imprese”.
Qualche correzione è stata fatta, ma si può fare di più e le associazioni si aspettano molto dal passaggio in Senato.