Senza Filtro - I viterbesi hanno detto no in maniera netta ed inequivocabile alla okkupazione oligarchica del Parlamento ad opera dei partiti di destra, di centro e di sinistra. Un no con il quale il territorio si è riappropriato del suo diritto di decidere le scelte che lo riguardano senza deleghe in bianco a chi si autonomina (e si fa nominare) rappresentante degli elettori.
Non nasconde la sua soddisfazione per la vittoria dei no Michele Bonatesta, presidente del Movimento di opinione Insieme per il territorio e fondatore del laboratorio politico Progetto nuova Italiache sin dallinizio della campagna referendaria aveva ufficializzato la sua posizione in dissenso con la linea di Alleanza Nazionale.
Se è vero che da destra, dal centro e da sinistra sottolinea Bonatesta il leit motif di tutti era la riduzione del numero dei deputati e senatori, gli elettori hanno detto no anche e soprattutto a questo.
Gli italiani vogliono scegliere i propri rappresentanti e li vogliono radicati sul territorio. I nostri leader politici, al contrario, nonostante la bocciatura ricevuta, continuano a dire che si impegnano a ridurre il numero dei parlamentari sottraendo al no ricevuto questa parte della riforma. E lennesima truffa ai danni del territorio.
Occorre invece conclude Bonatesta rivedere la legge elettorale restituendo agli elettori la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti. Come si spiega, altrimenti, che nemmeno nel capoluogo e negli altri Comuni del Viterbese amministrati dal centro destra si è registrata la vittoria del si?