- Bersani lancia la sfida e dice: "La riconversione a carbone della centrale Enel di Civitavecchia va fatta".
Il ministro dello Sviluppo economico durante l'intervento al Senato sulle linee guida della sua azione di governo ha sottolineato la necessità di allargare anche al carbone le fonti di energia.
"Ho detto agli amministratori che ho incontrato fate due conti - ha raccontato Bersani riferendosi a Civitavecchia - ma in nome del mix nazionale quell'operazione bisogna farla". Come dire una bacchettata a Marrazzo ed alla giunta regionale. Ma subito sono scattate le repliche alla presa di posizione del ministro.
Il ministro Bersani sembra dimenticare che il Lazio in merito alla riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia di Torre Valdaliga nord ha espresso una posizione chiara, puntando su nuove tecnologie rinnovabili e pulite per la produzione energetica regionale nellarea dellalto Lazio. Lo affermano in una nota Filiberto Zaratti, Capogruppo dei Verdi alla Pisana, e il consigliere regionale Verde Enrico Fontana.
Questa decisione è stata condivisa allunanimità dal governo regionale, che con una memoria di giunta mesi fa si espresse contrariamente al progetto dellEnel di riconvertire a carbone la centrale di Civitavecchia - affermano Zaratti e Fontana - Condividiamo la necessità del ministro Bersani di praticare la concertazione, proprio per questo auspichiamo che tra il Governo nazionale e la Regione Lazio si giunga a una decisione condivisa in una materia che lo stesso esito referendario di ieri ha mantenuto materia concorrente tra Stato e Regioni .
Filiberto Zaratti
Enrico Fontana
Gruppo verdi regione Lazio
"E' indubbio che, visto dal punto di vista nazionale, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento abbia un senso e, quindi, siano giuste le affermazioni del ministro Bersani. Ma, nell'ottica regionale, la scelta della localizzazione di un rigassificatore a Montalto di Castro apre delle potenzionalità enormi per la Regione Lazio".
Lo dichiara il capogruppo della Margherita alla Pisana, Mario Di Carlo, secondo il quale la localizzazione di un rigassificatore a Montalto è auspicabile per almeno cinque motivi: la possibilità di acquistare metano sul mercato nazionale e quindi a prezzi più bassi, un sostegno al basso o nullo utilizzo dell'attuale centrale di Montalto di Castro, la potenziale riconversione della centrale di Civitavecchia, l'incentivazione e lo sviluppo dell'industria di trasformazione di prodotti agricoli del nord della Regione e un ulteriore irrobustimento della rete di distribuzione di metano per autotrazione, in parte già in corso nel Lazio, che porterebbe un notevole beneficio alla riduzione dell'inquinamento specie nelle aree urbane".
"Sono queste - conclude - le ragioni per le quali, ancora una volta, esprimiamo il nostro dissenso nei confronti della riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia".