Senza Filtro - Il 23 giugno tra AIRRI Medical e CGIL-CISL e FIALS, si è conclusa la contrattazione aziendale che ha registrato un risultato sicuramente positivo per il personale fisioterapista laddove
le parti hanno ritenuto fortemente discriminante la distinzione prevista dal C.C.N.L. fra il personale infermieristico e quello della riabilitazione in quanto, per questi ultimi, gli anni di servizio oltre il 15°, sono considerati al 50% ai fini del calcolo dellanzianità e, pertanto, si è convenuto di riconoscere anche agli operatori della Riabilitazione lanzianità di servizio al 100%.
Una conquista sindacale, questa, che dovrebbe rappresentare un valido precedente anche per intavolare una proficua trattativa a livello di tutti gli altri istituti sanitari convenzionati che ancora registrano tale clamorosa anomalia contrattuale fin troppo sopportata dai lavoratori interessati.
Pur in presenza del buon risultato raggiunto, la Fials torna a denunciare lassoluta chiusura di tutte le Amministrazioni private a qualsiasi forma di trattativa per poter sfruttare al meglio le possibilità derivanti dallapplicazione dellart. 47 (ex art.39) che, di fatto, consentirebbe agli operatori sanitari un inquadramento nelle fasce superiori in virtù di un più specifico aggiornamento professionale e di una concreta considerazione dellesperienza acquisita con percorsi formativi al passo con i tempi.
E non è soltanto questo ad irrigidire i dipendenti delle strutture sanitarie private anche perché, sempre più spesso, come di recente accaduto presso il presidio dellAssunta di Bassano Romano, non sono rispettate le scadenze per il pagamento degli stipendi mensili dei lavoratori con pesanti ripercussioni sul contesto familiare che tutti possono immaginare.
Pertanto, al di là dellapprezzabile apertura dimostrata dalla direzione dellAIRRI Medical su un argomento che, comunque, doveva essere risolto a livello di contrattazione nazionale, permane una situazione a dir poco fallimentare per i lavoratori del privato, sempre più esclusi da tutta una serie di benefici contrattuali, da tempo, viceversa, patrimonio dei colleghi del settore pubblico e, a dispetto dei diritti più elementari, costantemente spaventati dalla possibilità di non vedersi retribuito lo strameritato salario mensile.
A questo punto, non è da escludere una severa risposta sindacale per contrastare un comportamento dei responsabili di siffatte oppressioni che nessuno è più disposto a comprendere.
Fials
Roberto Talotta