Senza Filtro - Viterbo tra le dieci città italiane meno care per l’Ici. È quanto emerge da una indagine della Uil, Servizio Politiche Territoriali, che ha elaborato il costo dell'Imposta Comunale sugli Immobili in 104 città capoluogo di provincia.
«L'indagine ha preso a campione ha spiegato Guglielmo Loy segretario confederale della Uil - il costo annuo dell'imposta riferita alla media di un appartamento di 80 metri quadri, categoria A/2 (abitazione civile) ed A/3 (abitazione economica e popolare) che è il taglio medio delle città capoluogo, analizzandone le rendite catastali rapportate a 5-6 vani e siti in zona censuaria semiperiferica. Infatti il 47% degli appartamenti è compreso tra i 60 e i 90 metri quadri e ci vive il 45% della popolazione Italiana».
Le famiglie viterbesi, insomma, pagheranno un imposta Ici annua di solo 42,50 euro circa, a fronte delle ben altre cifre di città capoluogo prese in esame: 468,50 euro Bologna, 441,42 euro Roma, 424,65 euro Milano, 401,25 euro Firenze, 355,90 euro Pisa, le prime cinque città italiane con la tassa comunale sull’immobile più elevata.
Gli altri nove comuni in cui, invece, il balzello non rappresenta motivo di preoccupazione nelle famiglie sono Lecce (18,47 euro), Reggio Calabria (19,90), Crotone (32,80), Messina (32,92), Teramo (36,15), Cagliari (39,47), Asti (43,40), Trapani (41,70), Oristano (52,10).