Senza Filtro - Il sindaco di Viterbo Giancarlo Gabbianelli ha partecipato ieri, ad Alessandropoli (capitale dell’antica Tracia sul Mar Egeo), al seminario organizzato dalla commissione Deve( sviluppo sostenibile) del Comitato delle Regioni, inerente lo sviluppo rurale e la strategia di Lisbona.
Nel suo intervento, Gabbianelli ha sottolineato come questo seminario sia quanto mai proprio, in quanto occorre elaborare strategie più efficaci per promuovere lo sviluppo rurale in tutti i Pesi europei e, a tal fine, ha ricordato come il regolamento sullo sviluppo rurale adottato nel settembre 2005 definisce l’obiettivo e le applicabilità degli aiuti a titolo del Feasr ( Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale). Il Sindaco di Viterbo ha ricordato come in passato questo fondo sia stato utilizzato più per il sostegno al mercato, creando a volte vere e proprie storture, in quanto molti prodotti agricoli sono stati distrutti o addirittura sono finiti nelle discariche.
I nuovi orientamenti strategici dell’Ue nel periodo di programmazione 2007\2013 sono stati adottati il 20 febbraio 2006 dal Consiglio per l’Agricoltura e definiscono i settori rilevanti ai fini della realizzazione delle priorità comunitarie , in particolare rispetto alla nuova strategia di Lisbona.
Nello specifico, Gabbianelli ha sottolineato come . per mantenere e migliorare il proprio impatto e la propria efficacia , le misure in materia di sviluppo rurale richiedono una continua revisione e valutazione: “ Oggi - ha detto - occorre orientare il mercato insistendo sulla qualità dei prodotti e provvedendo anche a realizzare quelle infrastrutture di collegamento che lo stesso ministro allo Sviluppo Rurale ed agli Alimenti Alexandros Kontos ha sottolineato essere indispensabile per avvicinare tutte le regioni e Città europee e dare ad ognuno nuove opportunità di mercato
Infatti Alexandropolis, luogo del seminario, una volta rappresentava una realtà difficile da raggiungere: oggi dista appena sette ore di autovettura dal Mar Ionio ”.
“Il problema principale, però - ha concluso Gabbianelli - è quello di attrarre le generazioni più giovani al settore agricolo.Per fare ciò, occorre implementare i servizi sociali, la costruzione di asili nido aziendali, la possibilità di socializzare e creare nuova vivacità culturale, con spazi dedicati al tempo libero. Anche in questo, bisogna investire perché le giovani generazioni che si dedicano all’agricoltura non siano quelle legate a questo fondamentale e principale comparto dell’economia europea per motivi di eredità familiare, ma possano esserci giovani che si dedicano all’agricoltura anche perché convinti della qualità della vita di questa attività, che è in grado di dare non solo soddisfazione e economica ma anche infiniti per la spiritualità e la libertà degli individui”.