Senza Filtro -
A Francesco Rutelli
ministro per i Beni e le Attività Culturali
Ministro,
Con la presente ci permettiamo, in qualità di impiegati ed utenti dellArchivio di Stato di Viterbo, di chiederle di prendere in esame la situazione in cui si è venuto a trovare listituto.
Facciamo una breve premessa per permetterle di conoscere meglio la stato delle cose.
Larchivio conserva circa 8000 ml di documentazione, ma molti archivi storici attendono tuttora di venire acquisiti.
Questo vale in particolare per gli archivi giudiziari, come per esempio quelli delle ex-Preture, ora soppresse, o per gli archivi finanziari, come lufficio del registro o lufficio delle imposte dirette o lIntendenza di finanza che, soltanto a partire dal 2001 sono diventati di competenza delle soprintendenze archivistiche.
Attualmente sarebbe possibile pensare ad una loro sistemazione, mediante laumento di scaffalature compatte, presso lArchivio di Stato, il quale è ospitato in un edificio privato con un contratto di affitto di euro 311.752 annue per una superficie totale di ca. 3400 mq.
Nel corso degli anni si è operata una ricerca costante e determinata finalizzata allacquisizione di un immobile demaniale che permettesse sia un risparmio per lamministrazione, sia la sistemazione in una sede consona, allattività istituzionale propria dellarchivio, con incremento dei depositi tale da soddisfare le necessità predette e quelle future, anche in considerazione del fatto che la nostra città, pur essendo piccola, conserva molti edifici di notevole interesse storico, nonché artistico, come lei ben saprà.
La nostra volontà, però, si è sempre scontrata con quelli che erano gli obiettivi politici dei rappresentanti delle istituzioni che, nel tempo, hanno governato la città.
Anche i dirigenti della nostra amministrazione centrale sono, come dire, poco propensi ad intervenire su edifici antichi che poco si prestano a ospitare gli archivi con le loro esigenze di spazi da adibire a depositi.
Questa opinione, pur discutibile, può anche essere valida in senso generale, ma per noi scriventi il recupero del patrimonio culturale, qualunque esso sia, conta molto di più che passare da una sede privata allaltra, con costi durevoli nel tempo, senza trovare una soluzione definitiva.
Le leggi di economia domestica o, come si diceva un tempo, il comportamento del buon padre di famiglia, ci insegnano che è molto più conveniente acquistare una casa e pagare, magari un mutuo, piuttosto che pagare un affitto per sempre, senza che chi verrà dopo di noi abbia qualcosa in mano. Non è daccordo?
Ebbene, ancora una volta, noi impiegati e studiosi ci troviamo a dover affrontare un trasferimento di sede, in un edificio privato e moderno, la cui logica ci sfugge.
La motivazione fondamentale alla base del trasferimento, dato il canone abbastanza alto che si paga attualmente, è quella del risparmio, anche in considerazione della notevole diminuzione del personale che in questi anni è avvenuta.
Bene, ma è proprio questa la motivazione che ha indotto la direzione ad effettuare una indagine di mercato alla naturale scadenza del contratto in essere.
Tra le due offerte pervenute, una era della società Le Pietrare, proprietaria delledificio che attualmente ospita lArchivio, che prevedeva una notevole riduzione degli spazi adibiti ad uffici, con conseguente considerevole diminuzione del canone di affitto.
A questo punto sorge spontanea una domanda: Perché è stata privilegiata lofferta relativa ad una nuova sede, considerando che in una lettera del 22 luglio 2003, lallora direttore del servizio IV della direzione generale per gli archivi, dopo una valutazione tecnico-economica, espresse un parere favorevole allofferta della Società Le Pietrare, evidenziando il risparmio delle spese di trasferimento, delladeguamento funzionale ed anche una celerità nella stipula del contratto che avrebbe così evitato spese extracontrattuali?
Noi ci chiediamo se non sia il caso di riconsiderare la possibilità di rimanere, riducendo gli spazi, nella sede attuale alla luce di quanto andiamo ad evidenziare:
risparmio notevole del canone: rilasciando circa 850 mq. uso ufficio il risparmio sarebbe intorno ai 100.000 euro annui. Superficie restante 2550 mq di cui 2000 a deposito. La nuova sede prevede 2300 mq di deposito e circa 700 di uffici per un costo annuo di euro 203.000,00 (Lincremento di 300 mq non soddisfa nemmeno le esigenze attuali, figuriamoci quelle future dellarchivio).
eliminazione delle spese di trasloco (per le quali, ci dicono, le risorse sono limitatissime). A tale proposito si fa presente che è stata effettuata unindagine di mercato che prevede una spesa di circa euro 250.000;
eliminazione di tutte le spese di impiantistica non fornite dal nuovo proprietario ( ad es. quelle per la Lan);
esiguo numero di personale in effettivo servizio che dovrà sobbarcarsi lonere del trasloco: 21 unità in organico, 15 unità effettive, 10 presenze quotidiane effettive tra ferie , recuperi e malattie varie;
vicinanza della sede attuale alla stazione ferroviaria, allUniversità e al centro della città. Al contrario la nuova sede risulta più decentrata rispetto allattuale (esiste unaltra stazione ferroviaria nei pressi della nuova sede, ma durante il giorno, causa un passaggio a livello di intralcio alla circolazione veicolare, i treni provenienti da Roma e dai paesi vicini si fermano alla stazione vicina alla sede attuale);
incremento degli spazi a deposito tale da non determinare una soluzione definitiva, visto quanto precedentemente detto in merito alle nuove acquisizioni di fondi;
blocco dellattività istituzionale dellarchivio per diversi mesi anche per lobiettiva difficoltà a reperire il materiale, una volta insediati nella nuova sede, a causa della mancanza, per molti archivi, degli inventari;
possibilità eventuale di ottenere una sede demaniale, dato il rilascio recente da parte del Tribunale di Viterbo delledificio ex convento dei Carmelitani Scalzi dei SS. Giuseppe e Teresa nel centro storico, già in parte adibito a deposito per la conservazione degli archivi giudiziari.
Questultima possibilità è stata prospettata ai rappresentanti delle Istituzioni presenti sul territorio, i quali hanno manifestato notevole interesse ed attendono una bozza di accordo-quadro per la conservazione degli archivi statali e non, presenti sul territorio.
Poiché, infine, il Comune di Viterbo potrebbe avere ancora il possesso delledificio citato, originariamente appartenente al Fondo culto ( è in corso a tale proposito la richiesta da parte della direzione centrale per lamministrazione del fondo edifici di culto del ministero dellInterno, di un parere allavvocatura dello Stato se la cessione al Comune sia da intendersi per la proprietà ovvero per luso), si potrebbe prospettare al comune stesso un accordo, anche in virtù delle ultime disposizioni emanate con circ. n.4/2006 del dipartimento Beni archivistici e librari, direzione generale per gli archivi in merito alla conservazione a titolo oneroso da parte degli archivi di stato degli archivi degli enti locali e privati in deposito.
I lavori di adeguamento potrebbero essere effettuati utilizzando i fondi previsti dalla Legge 23 dicembre 1996 n. 662 (Utilizzazione della quota derivante dalla estrazione del gioco del lotto), la quale prevede espressamente la promozione di interventi, non soltanto sulla proprietà statale, ma sullintero patrimonio culturale pubblico del Paese, con particolare riguardo al patrimonio di proprietà degli enti locali e degli enti ecclesiastici, privilegiando ed incentivando forme di partenariato e di cofinanziamento, anche a valere su fondi comunitari, attraverso la stipula di appositi atti di concertazione.
Vi è inoltre unulteriore possibilità di occupare ledificio che attualmente ospita la Caserma dei vigili del fuoco, in procinto di essere dismessa e di proprietà della Provincia di Viterbo.
Per tutto quanto premesso noi esprimiamo il nostro disappunto circa la scelta di una sede privata piuttosto che quella di perseguire lobiettivo (certo più complesso) di ottenere una sede demaniale e comunque definitiva.
Pertanto, la possibilità di rimanere per ora nella sede attuale ridimensionata, ci sembra lunica soluzione razionale che soddisfi veramente le esigenze di risparmio che la congiuntura economica attuale e di conseguenza le scelte di governo, esigono.
Le chiediamo perciò di soprassedere al trasferimento, attivando tutti i possibili interventi per il reperimento di una sede definitiva.
Restiamo in attesa di riscontro, dando la disponibilità per un eventuale incontro di approfondimento o di chiarimento.
Fabiano Tiziano Fagliari Zeni Buchichio-studioso-Bolsena
Maria Chiara Bernardini studiosa Viterbo
Francesco Fochetti archivista collaboratore esterno Fabrica di Roma
Samantha Carloni collaboratore volontario Anguillara Sabazia
Noris Angeli- studioso Viterbo
Simonetta Angeli archivista- collaboratore esterno Viterbo
Monica Stefanucci archivista collaboratore esterno Fabrica di Roma
Federica De Francesco archivista collaboratore esterno Orte
Tiziana G. Fabris - impiegata Archivio di Stato Viterbo
Manuela Claudian i- impiegata Archivio di Stato Viterbo
Giuseppe Scarselletta impiegato Archivio di Stato Viterbo
Simonetta Fortini impiegata Archivio di Stato Viterbo
Massimo Felici impiegato Archivio di Stato Viterb
Rosalba Di Domenico- impiegata Archivio di Stato - Viterbo
Armando Brandolese impiegato Archivio di Stato Viterbo
Francesca Vizzaccaro impiegata Archivio di Stato Viterbo
Pierluigi Ortu commerciante Viterbo
Vincenza Bonifacio commerciante Viterbo
Silvio Antonimi studioso Viterbo
Alfio Cortonesi professore ordinario Università della Tuscia Viterbo
Sandro De Amicis bibliotecario Biblioteca comunale degli Ardenti - Viterbo