Senza Filtro - La vittoria del no al referendum costituzionale è chiara e netta sia in Italia che nel Lazio ed a Viterbo. I cittadini di questo Paese hanno voluto difendere la “splendida sessantenne”, la nostra Costituzione repubblicana, che rischiava di essere stravolta da una riforma pasticciata, costosa per certi versi (devolution) e pericolosa per altri (premierato, indebolimento di Corte costituzionale e del presidente della Repubblica).
L’affluenza al voto di più della metà degli aventi diritto, se pure non necessaria per la validità del risultato, è un ulteriore segno dell’appello alla mobilitazione democratica che le italiane e gli italiani hanno avvertito ed al quale hanno risposto in maniera limpida ed inequivocabile.
Il nostro patto fondamentale deve essere rispettato, ma questo risultato non deve significare che il quadro costituzionale debba rimanere immutabile. Va aperto un nuovo processo di dialogo, che abbia alla base l’obiettivo di riforme largamente condivise. Questo, fin da domani, l’impegno dei Democratici di sinistra.
Gli elettori hanno sentito il forte bisogno di difendere la nostra Costituzione, di rigettare un pasticcio come quello prodotto dai “famosi 4 saggi della Cdl”.
Penso che ognuno di noi debba sentire l’esigenza di ringraziarli tutti.
Così come a nome dei Ds della federazione di Viterbo sento il bisogno di ringraziare le strutture organizzate del Partito e quelle cittadine e quei cittadini che nelle associazioni e nel sindacato confederale hanno sostenuto con noi questo mese molto difficile prima del voto. Il loro lavoro è stato cosa preziosa, con loro il centro sinistra deve saper continuare a dialogare, discutere e organizzare un lavoro politico costante.
È anche grazie a loro se oggi possiamo tirare un sospiro di sollievo, dire che abbiamo messo in sicurezza la costituzione repubblicana.
Andrea Egidi
segretario provinciale Ds