- Il Movimento sociale fiamma tricolore da sempre vicino a quelli che sono gli umori della popolazione in divisa vuole mostrare il proprio interesse e il proprio disappunto per il tentato “golpe” lanciato nei confronti del personale delle forze dell’ordine e delle forze armate con l’ultimo riordino delle carriere.
Questione riordino: noi siamo consapevoli che il riordino si debba fare ma non vogliamo che di una questione seria ed importante, che per migliaia di persone significa anche il pane quotidiano, se ne faccia un uso elettorale e di bandiera, da ultimi giorni di legislatura. Né altresì accettiamo che nel riordino ci siano figure professionali che vengano svantaggiate in confronto ad altre che chissà perché ne traggono giovamento.
Il riordino deve rispondere alla necessità di promuovere idonee iniziative legislative a sostegno di un generale riordino dei ruoli del personale delle forze armate, dei carabinieri, della polizia di stato, delle polizia penitenziaria, della guardia di finanza, secondo i principio dell’unitarietà di indirizzo giuridico ed economico.
La categoria sergenti va valorizzata e non retrocessa al ruolo truppa! Stiamo parlando di gente che ha vinto un concorso ed ha fatto corsi di specializzazione per accedere alla categoria sottufficiali. I sergenti hanno bisogno di un riordino che piuttosto dia loro la possibilità di passare al ruolo marescialli.
E' indiscusso inoltre il fatto che va diminuito il divario salariale fra le varie categorie (in special modo tra quella del personale dirigente e quella del personale non dirigente). La forbice salariale e’ già fin troppo ampia. Auspicabile sarebbe quindi il ripristino della forbice salaria al valore della meta degli anni novanta (1994).
Poco serio inoltre appare la mano gobba fatta dalla maggioranza uscente nell’ultimo mese di gennaio che ha visto inserire nella legge delega per il riordino delle carriere non direttive delle forze armate e delle forze di polizia i “ vari trattamenti economici e giuridici per il personale dirigente delle forze di polizia e delle forze armate”.
Giovanni Demarco
Fiamma tricolore