- Approvato all’unanimità l’appello contro ogni forma di violenza politica stilato da Antonello Ricci e Carlo Galeotti.
Il consiglio provincia ha deciso di dare un segnale preciso ed ha votato, dopo un ampio dibattito, il documento che nelle ultime settimane ha fatto mettere a fuoco il problema della violenza politica nella città di Viterbo. Dal gruppo consiliare di Rifondazione a quello di An tutti hanno sottolineato la forza e la novità del documento che ha permesso di arrivare a una decisione unitaria e che potrà mettere in moto una serie di azioni concrete per rompere la spirale di violenza.
Il documento è stato illustrato inizialmente da Antonello Ricci che ha ricordato, tra l’altro, il silenzio che era seguito alle aggressioni di dicembre.
“Con Galeotti abbiamo scelto, a quel punto - ha detto -, di dare vita a un appello che potesse andare al di là delle appartenenze politiche. Era ed è necessario fare tutti un passo indietro per creare uno spazio comune in cui confrontarsi”.
Ricci ha poi proposto alcune possibili vie concrete da seguire. Da un consiglio provinciale aperto a esperti e tecnici. Alla creazione di una task force di esperti che fornisca in tempi brevi dati di conoscenza del fenomeno della violenza giovanile. Fino alla creazione di spazi per i giovani e all’impiego di operatori di strada. E nel lungo termine l’educazione alla pace.
A tutti i consiglieri è stato consegnato un libro con le adesioni all’appello e gli interventi più significativi del dibattito che si è sviluppato.
Tra gli interventi più significativi quelli di Riccardo Fortuna e Massimo Miccini di Rifondazione. I consiglieri hanno sottolineato l’esigenza di “intervenire per porre un argine al fenomeno e impedire che qualcuno faccia della gioventù carne da macello”.
Miccini in particolare ha ricordato come “sia inutile la violenza che ha segnato una parte della nostra storia politica”.
Bigiotti dell’Udc ha sottolineato come merito dell’appello sia stato proprio quello di “non voler puntare il dito”.
Gemini (An) ha apprezzato “lo spirito dell’iniziativa che è frutto di una buone dose di coraggio che è stato ripagato dall’ampiezza delle adesioni e dal dibattito suscitato”.
Gemini ha proposto una riunione dei capigruppo per individuare quali passi concreti fare per affrontare il problema.
Rizzello dei Ds ha fatto notare come in quello che stava decidendo in consiglio non ci fosse nulla di scontato. Ed ha puntato sull’importanza di conoscere approfonditamente il problema.
Per Santucci (Udc): “L’importante è portare i giovani ad interagire tra i vari gruppi. Il fenomeno va affrontato soprattutto a livello sociale. Mentre quello che è accaduto fino ad ora è che le forze dell’ordine sono state lasciate sole”.
Nel dibattito sono intervenuti Equitani (FI), Bruni (An), Sabatini (Margherita), Gidari (Udc) e l’assessore Cappelli.
Il presidente Mazzoli a conclusione del dibattito ha ringraziato Ricci e Galeotti per l’iniziativa.
“Si è trattato indubbiamente - ha detto il presidente - di una novità nel panorama politico. Il documento ha dato una opportunità alla politica che mi sembra sia stata pienamente colta. Sconfiggere la violenza significa riaffermare la politica. Nel Viterbese esiste un tessuto sociale e democratico che può arginare il fenomeno ma va aggiornata la lettura di quello che sta accadendo”.
Il presidente si è detto disponibile a collaborare con il comune su questo tema. E ha annunciato la riunione dei capigruppo per affrontare nello specifico le varie proposte emerse dal dibattito.
All’inizio della seduta Fortuna e Santucci hanno formalizzato il loro passaggio rispettivamente a Rifondazione e all’Udc.