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| Maria D'Alessandro |
- Sul piede di guerra i Comunisti italiani, con in testa Maria D’Alessandro, moglie dell’assessore provinciale all’Ambiente, Stefano Di Meo, che sta in Marocco per un viaggio di partito.
Una protesta, che raggiungerà oggi il Consiglio provinciale, e che ha per oggetto la ripartizione dei fondi per la raccolta differenziata, a seguito del rifiuto, da parte della giunta provinciale, della proposta di delibera presentata dall’assessore Di Meo e che aveva tra i beneficiari la società “Civita ambiente”.
La Regione Lazio ha destinato alla raccolta differenziata ben 700mila euro, la ripartizione della somma ha creato scontri in giunta, scontri che hanno portato tre giorni fa, l’assessore Di Meo a minacciare le dimissioni dalla giunta stessa.
Tra gli enti cui andrebbero i fondi regionali, non è la società “Civita ambiente”, la società civitonica che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, che per importanza è seconda solo al comune capoluogo.
Di Meo è di Civitacastellana e pertanto tale esclusione sarebbe per lui e per la cittadina falisca un affronto, specialmente se si considera che tra i finanziamenti sono i progetti presentati da Montefiascone, da cui viene l’assessore provinciale Mario Trapè (Margherita), Acquapendente città dell’assessore Tolmino Piazzai (Ds) e dalla zona della Teverina.
La società “Civita ambiente” sarebbe stata esclusa per la mancanza formale dell’atto costitutivo.
Il Comune di Civitacastellana, infatti, ha unito i comuni limitrofi, Calcata, Faleria, Valleranno, Nepi e Orte, in un consorzio.
I comuni stessi hanno aderito, attraverso l’approvazione delle singole giunte, ma in realtà il consorzio non sarebbe stato ancora costitutivo a causa della mancanza del tempo necessario per tale adempimento.
Contro l’esclusione di “Civita ambente” si sono schierati anche i consiglieri provinciali, eletti a Civitacastellana, Piccini e Fortuna di Rifondazione comunista.