Col Filtro -Riferendomi agli eventi di violenza occorsi negli ultimi periodi, e soprattutto all’appello promosso da Ricci e Galeotti, vorrei esprimere le mie personali posizioni come persona da sempre impegnata nella sinistra radicale, come anarchico culturale (di matrice storico-filosofica ) e come scienziato della comunicazione nella forma professionale di psicopedagogista.
Non a caso faccio questa introduzione, seguitemi, mi presento in quanto vorrei lanciare una ipotesi di chiarezza, cominciando appunto da chi sono io e la matrice umana politica e professionale del mio messaggio.
Fino al momento del lancio del vostro appello nulla da dire, ho aderito da subito come atto eticamente e moralmente giusto senza porre troppa attenzione; un atto insomma inteso come espressione di pareri nei confronti di atti nella tranquilla provincia andreottiana… ve la ricordate la prima pagina di una nota rivista locale con la fotografia di due fratelli in barca? Ma questa è un’altra storia, scusate la parentesi ma chi ha voglia inserisca anche questa provocazione di derivazione storico-autobiografica sulla “zona grigia”… riprendiamo.
Quindi di fronte all’appello un’adesione senza particolari tendenze, poi si affacciarono le adesioni di politici di ogni sorta e le prime critiche, ricordo quelle di Anselmi, fino alle posizioni di Riccardo Fortuna e ai chiarimenti dei promotori dell’appello, passando per i chiarimenti di Vertice primo; attenzione perché in questa progressione di idee si snoda la chiave di lettura della problematica.
Nell’universo viterbese, per come lo interpreto io, ogni atto è una reazione, accomuno lucidamente i primi atti antifascisti riesumati da Ricci negli ultimi tempi alle ultime vicende violente, quindi senza andare troppo indietro nel tempo (non saprei farlo ) stiamo parlando di quasi novanta anni di storia reazionaria, la vera anima di questa città.
In questo par terre non poteva non trovare cittadinanza e radicamento l’ipocrisia politica di una classe dirigente, di amministratori da sempre segnati da vesti ieratiche, o per natura semplicemente democristiana o per indole da “preti rossi”, come li definiva il grande Luciano Bianciardi, quanto ci mancano anarchici come lui!!
Su quest’ultimo punto un esempio per tutti, ovvero le comiche adesioni di sindaco e presidente della Provincia per tutti.
Dunque una società reazionaria, democristiana ricca ed ipocrita, certo non a caso molti mi dicono estremista ma se vi scandalizza questa analisi, sono pronto al confronto.
Allora si ritorna ad una mamma (la città) che genera figli (i figli) all’insegna dei propri valori, e dunque che succede al momento!
Per mia impressione, quelle che dovrebbero essere le avanguardie come l’università in espansione non aggiungono nulla, anzi assorbono: più volte ho avuto l’impressione che chi arriva a Viterbo per studiare anziché aggiungere e modificare venga assorbito come in un buco nero… poi ci sono, e purtroppo tanti che fuggono (io se non avessi un amore viscerale ed incondizionato per il suolo caprolatto sarei tra questi) depotenziando un territorio che non ammette repliche, anche su quest’ultimo punto ci sarà qualche moralista che storcerà il naso.
Infine, e veniamo a noi, ci sono quelli che restano, e che fanno? In una società ammorbata dall’ipocrisia c’è il naturale rischio che si esca di casa per picchiare.
Qui limito il mio intervento, riflessione sulle cause sociali che generano questi mostri (attenzione al significato del termine ) sono state già fatte da Anselmi e Fortuna precedentemente, ma nello specifico nessuno, pur proponendo la lodevole iniziativa di un osservatorio sui giovani (Gabbianelli, Mazzoli & Co. sveglia!! ) non hanno saputo cogliere il punto di vista umano, le esigenze abnormi che sottendono alla scelta di aderire a movimenti politici anacronistici, ecologicamente assurdi e sostanzialmente poveri!
Ragazzi, non aggiungo il cari in quanto non sono un ipocrita, prima che divisi da posizioni ideologiche siamo uniti come soci d’un consorzio umano, non ve ne eravate accorti? Ma voi in una cosa avete ragione quando vi aggregate, nel non accettare questa società, nel comunicare il vostro disagio e la vostra sacrosanta posizione antagonista al nulla.
Il vostro grido di presenza, senza il quale le vostre coscienze sono annebbiate dalla paura di non esistere di non essere, è la perfetta conseguenza della vostra scelta di non aderire al mondo malato che vedete intorno insieme all’impotenza propria di chi è la parte debole ( ecco perché deve dimostrare forza ).
In questo apprezzo i vostri contenuti di alternativa, pur stando lontano anni luce, ma dovete a saper crescere nella scelta delle forme, come avete timidamente accennato all’ultima conferenza stampa.
Così, cari soci, siete perfettamente funzionali alla “zona grigia”, alla città mancata che sforna obnubilamento e a cui è funzionale anche la vostra frangia banalmente violenta; in ciò siete due mondi che si isolano e negli atti quotidiani cercate la conferma di ciò che vi sembra di essere.
Il rischio del nulla umano è inquietante e spaventoso, è una tendenza insopprimibile quella di cercare una identità anche a costo di farla diventare una immagine negativa, che ha bisogno di continue conferme.
Ecco perché non accetto in nessuna caso il gioco delle parti, delle posizioni, non ci riguarda più, non più come un tempo.
In conclusione vorrei lasciare l’ultima immagine del mio pensiero legata alla medaglia, quando di questa non si accetta una faccia si rischia di voler essere quella opposta, attenzione, sempre di quella medaglia si tratta!
Un'ultima riflessione riguarda il campo delle proposte.
Credo che se mettiamo insieme le forze degli interventi fin qui sviluppati abbiamo un quadro di competenze che hanno centrato la questione dalle valenze sociali a quelle più umane e personali.
Ciò significa che bisogna rilanciare l’idea di un osservatorio sui giovani, l’unica risorsa e possibilità di cambiamento per questa tediosa città.
Prego quindi Galeotti e Ricci di farsi promotori di questa iniziativa con il primo scopo di riutilizzare i cervelli in fuga, le competenze smarrite e tutto il mondo alternativo che sappia scrollarsi di dosso i frammenti di forme assurde portando a degna maturità i propri contenuti.
Io ci sono, i politici ci saranno se saremo elettoralmente convenienti, quelli che hanno scritto prima di me credo ci siano… chi vivrà vedrà, ma attenzione, i treni non passano sempre!
Maurizio Bruziches
tibburzi@quipo.it