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| Giuseppe Parroncini |
- Ancora un confronto organizzato dai Ds, stavolta dall’Unione Comunale di Viterbo, per fare il punto, con i cittadini e con gli operatori, sul processo di riorganizzazione della sanità attivato dalla Regione Lazio.
Tra i relatori intervenuti al convegno, svoltosi ieri pomeriggio, presso la sala conferenze della Camera di Commercio, Giuseppe Parroncini, capogruppo dei Ds alla Pisana, che ha illustrato i provvedimenti adottati e quelli che stanno per arrivare all’esame del consiglio regionale.
Partendo dal “gigantesco sistema di potere che è stato costruito durante il governo del centrodestra alla Regione e che sta emergendo dall’inchiesta aperta dalla magistratura a Roma. Si scoprono consulenze d’oro spesso inutili, accreditamenti fasulli a strutture private, doppie fatturazioni ed altri fatti inquietanti: una realtà determinatasi perché la sanità è stata usata soprattutto a fini clientelari e sono stati smantellati i controlli. Con il risultato di una inefficienza complessiva e di un indebitamento spaventoso della sanità pubblica a vantaggio dei privati”.
Questo è il passato. E il futuro? Parroncini ha indicato due obiettivi: rimettere a posto i conti, garantendo il diritto alla salute, e far ripartire, anche a tal fine, il sistema dei controlli, da rendere finalmente efficiente. La cura è iniziata. “Stiamo lavorando -ha detto- per il riordino e la specializzazione della rete ospedaliera, che prevede, nel Lazio, una riorganizzazione dei posti letto, a vantaggio del potenziamento delle Rsa e delle strutture di riabilitazione; per il taglio consistente delle consulenze; per il contenimento della spesa farmaceutica e di quella per beni e servizi (in questo secondo caso, c’è bisogno di indire più gare, finora c’è stata troppa discrezionalità); per la vendita del patrimonio non sanitario; per la riduzione della mobilità passiva; per incoraggiare le operazioni di project financing per la realizzazione di nuove strutture”.
“A breve -ha proseguito- il consiglio regionale dovrà discutere il provvedimento che stabilisce i requisiti minimi per l’accreditamento e il funzionamento delle strutture pubbliche e private. Strutture per le quali prevediamo altresì la fissazione di tetti di spesa e prestazioni. Insomma, non si pagherà più a piè di lista. Ed entro il 15 marzo ci sarà il cosiddetto concordamento con le Asl, che avranno precisi obiettivi di spesa da rispettare. E’ nostro obiettivo ridurre la spesa del 3 per cento nel 2006 e del 12 nel triennio”.
“Ecco quindi la necessità di ripristinare i controlli. Al lavoro con i medici di famiglia per l’appropriatezza delle prestazioni e a tutte le altre misure adottate, per esempio relativamente ai controlli sulle farmacie, sta per aggiungersi un sistema informatizzato di controllo e monitoraggio costante delle spese delle Asl, il cosiddetto cruscotto”, ha spiegato Parroncini, il quale ha infine puntato l’attenzione sull’imminente avvio della ristrutturazione dell’Assessorato alla Sanità, che attualmente gestisce il 70 per cento della spesa corrente.