Senza Filtro - “Una proposta di Legge, quella approvata ieri in giunta sugli impianti radioelettrici e gli elettrodotti, che apre un capitolo nuovo per la tutela della salute e dell’ambiente, intervenendo in un settore quanto mai bisognoso di precise regole di garanzia. Finirà l’epoca delle installazioni indiscriminate, che spesso ha determinato frizioni e tensioni sociali, come dimostrano fra l’altro molti casi registrati nella nostra Provincia, a partire dalla città di Viterbo. E’ senz’altro giusto introdurre elementi di razionalizzazione e regolamentazione atti ad impedire la “giungla selvaggia” delle antenne e degli elettrodotti”. Lo ha dichiarato il capogruppo dei Ds in consiglio regionale, Giuseppe Parroncini.
“Questa proposta di legge continua Parroncini - costituisce certamente un avamposto molto avanzato, che pone paletti molto precisi. Sarà vietato installare antenne per la telefonia mobile e quelle radiotelevisive su ospedali, case di cura e riposo, edifici di culto, scuole ed asili nido, parchi gioco, aree verdi attrezzate, impianti sportivi, oratori, e molti altre strutture. Quelle già installate dovranno essere rimosse, mentre i Comuni dovranno dotarsi necessariamente di piani antenne, pena l’attivazione dei poteri sostitutivi. La legge, inoltre, stabilisce limiti e regole precise per la costruzione di nuovi elettrodotti, a partire dall’interramento, quando sia necessario per la tutela della salute dei cittadini, prevede interventi su quelli esistenti e la creazione di un “catasto” delle antenne presenti”.
“Si tratta di un provvedimento veramente importante conclude Parroncini - che risponde ad una domanda sociale diffusa, un provvedimento destinato a riorganizzare dalle fondamenta una materia che da troppo tempo galleggia nelle acque dell’arbitrio e dell’indeterminatezza. Una proposta di legge che permetterà di rispondere a molte questioni aperte nella nostra Provincia, migliorando il livello di protezione ambientale e tutela paesaggistica, oltre alla priorità rappresentata dalla salvaguardia della salute.
I nostri territori più volte hanno reagito al tentativo unilaterale da parte dei gestori di installare impianti radiodiffusione e radiocomunicazione, molto spesso oggettivamente incompatibili con la nostra idea di sviluppo territoriale e difesa delle vocazioni. Questa legge offre degli strumenti di regolamentazione precisi, si restituisce la giusta sovranità alle istituzioni locali e si danno garanzie adeguate alle comunità locali, dando ai comuni e alle province precise funzioni di controllo”.