Senza Filtro - Su iniziativa della Associazione italiana di cultura classica, delegazione di Viterbo, il giorno lunedì 27 alle 16, si terrà presso l’aula magna del liceo ginnasio M. Buratti di Viterbo una conferenza dal titolo “Validità degli studi classici: quale futuro per il liceo classico negli anni 2000?”. Relatore sarà il professor Renato Maglione, presidente dell’Aicc di Torino.
L’occasione è preziosa per qualche riflessione sull’argomento, specie per noi vecchi ed affezionati “liceali”, restati sempre legati a quell’esperienza giovanile di scuola e di vita.
Io ho frequentato il liceo classico di Pesaresi quando era a Piazza Dante ed ancora oggi mi sembra strano non trovarlo più in quei locali, con il magistrale a piano terra ed il mandorlo sulla Cassia, primo a fiorire e a gelare.
È stato per tanti di noi il luogo da cui fuggire e a cui tornare, determinante per le scelte di vita.
L’impostazione gentiliana degli studi classici potrà apparire oggi superata, con tanti tecnicismi ed indirizzi pratici incombenti, ma spero che prima di dar corso a riforme per tanti aspetti oscure e controverse si pensi seriamente a salvare quel che di buono quella scuola aveva.
L’essenza riconoscibile a prima vista era l’impronta storicistica degli studi, con la Storia e la storia delle filosofie per prime, ma anche con la storia delle letteratura greca e latina, la grammatica storica ecc…
Con una riflessione appena un poco più distaccata, però, si scopre che il prodotto più prezioso di quella scuola è stata la formazione di più generazioni di grandi studiosi, professori, scienziati e divulgatori che hanno fatto nascere l’Italia che conosciamo.
E penso soprattutto ai professori, a quelli che ho conosciuto, figure indimenticabili di educatori, cui riusciva naturale evocare alla radice di un ragionamento la massima latina o greca da cui tutto era cominciato.
E da quel mondo dell’antichità arrivava direttamente a noi la parola di quegli antichi maestri, vivi nella loro poesia e filosofia.
Forse ho detto troppo per un semplice invito ad una conferenza, ma non mi pento, cari colleghi, è troppo importante per tutti noi che anche ai nostri figli ed ai nostri nipoti sia offerto nel terzo millennio un’esperienza almeno simile alla nostra.
Cominciamo a pensarci. Torniamo tutti al liceo, lunedì 27. Vi aspettiamo.
Severo Bruno