Senza Filtro - Il Comitato No Coke di Tarquinia mi accusa di tenere una posizione strumentale e di ambigua contrarietà alla riconversione a carbone della Centrale di Civitavecchia, e mi invita ad acquisire la consapevolezza dei danni alla salute ed all’economia che tale opera indurrà.
Ambiguità e strumentalità della posizione politica sarebbero rispettivamente dimostrate dalla mia assenza a due manifestazioni pubbliche e dalla presunta esclusiva opposizione alla riconversione a carbone della Centrale di Montalto di Castro la cui realizzazione, a detta dei no coke, non sarebbe nelle intenzioni dell’Enel.
Motivo di questa posizione, sempre a giudizio dei no coke, sarebbe la paura di non precisate ritorsioni da parte dei miei amici dell’Enel.
La schematicità e superficialità delle motivazioni che supportano l’accusa, associata all’ignoranza delle iniziative dell’amministrazione comunale di Montalto di Castro che trapela, sono sufficienti a respingere le accuse senza attardarsi in ulteriori precisazioni.
Basterebbe infatti ricordare che da oltre due anni il consiglio comunale di Montalto di Castro ha espresso all’unanimità il suo parere negativo contro la riconversione a carbone della centrale Enel di Civitavecchia o menzionare il convegno centrali termoelettriche e governo del territorio che l’amministrazione ha organizzato nel maggio 2005 per accrescere la sensibilità dei cittadini ai problemi della produzione di energia elettrica.
Gli aderenti ai gruppi no coke che parteciparono a quella manifestazione ricorderanno infatti che in quella sede furono autorevolmente discusse ed evidenziate le problematiche sanitarie, ambientali ed economiche che sconsigliano sia l’uso del carbone nella generazione elettrica sia il concentramento sul territorio di impianti termoelettrici di grossa taglia.
L’aspetto più grave della presa di posizione dei no coke di Tarquinia è però la mancanza di consapevolezza degli impatti sulla salute e l’ambiente associati ad un impianto termoelettrico, di cui mi si accredita.
Tale affermazione è infatti assai grave quando rivolta al sindaco di una comunità che ha pagato sulla propria pelle i danni sociali, economici ed ambientali della politica energetica dei mega impianti condotta negli anni ’70, e merita quindi alcune precisazioni.
La sensibilità per gli effetti avversi riconducibili all’esercizio di impianti termoelettrici ed il riconoscimento della necessità di tutelare la salute umana e l’ambiente delle popolazioni che vivono nelle loro vicinanze è da oltre dieci anni un carattere costante dell’amministrazione comunale di Montalto di Castro.
E’ noto infatti che a partire dal 1996 le giunte che si sono succedute nella gestione dell’amministrazione comunale hanno attivato campagne di monitoraggio della qualità dell’aria e dell’esposizione umana durante le quali, anche avvalendosi di tecniche sofisticate, sono stati dosati i microinquinanti a maggior valenza igienico sanitaria, quali i metalli pesanti ed i composti organici volatili, nelle deposizioni secche ed umide, nel materiale particellare sospeso e nei capelli dei bambini.
Anche in questi giorni, ad esempio, dopo l’entrata in vigore del decreto del ministero delle Attività produttive che autorizza un incremento delle emissioni dall’impianto di Pian de’ Gangani, ed il conseguente uso di combustibili più inquinanti, è attiva una campagna di monitoraggio della qualità dell’aria e di informazione dei cittadini finalizzata a controllare gli effetti al suolo di queste variazioni.
In conclusione, proprio quella consapevolezza della centralità dell’ambiente, di cui secondo il Comitato No Coke di Tarquinia sarei sprovvisto, costituisce il nucleo delle politiche ambientali dell’Amministrazione, formalizzate in un documento pubblico approvato due anni fa dal consiglio comunale all’unanimità, attraverso cui vogliamo promuovere un’armonico sviluppo sociale, culturale ed economico della Comunità e garantirci di non passare alla storia per aver deturpato la Maremma.
Salvatore Carai
Sindaco di Montalto