Senza Filtro - Se vogliamo evitare le contrapposizioni "urlate", se vogliamo provare a incidere sulla realtà con spirito di concretezza: ecco un "brogliaccio" di idee e proposte abbozzato da persone e associazioni da tempo sensibili al tema.
Si tratta di punti che ho già personalmente sottoposto alla conferenza dei capigruppo del consiglio provinciale e che verranno discussi come primo punto all'ordine del giorno in consiglio provinciale lunedì 27 gennaio. Con l'auspicio che la questione approdi al più presto anche in consiglio comunale...
Occorre monitorare il fenomeno. C'è necessità allora di:
- indire e svolgere in tempi rapidi un consiglio comunale e uno provinciale, entrambi aperti, in cui a parlare siano soprattutto le forze dell’ordine, gli operatori sociali e la Prefettura, fornendo i dati già disponibili per iniziare a "leggere" la reale consistenza del problema e la sua diffusione sul territorio;
- attivare un osservatorio di specialisti che, approfondendo i dati di partenza, sia in grado di fornire diagnosi e terapie in tempi brevi.
Senza illudersi che i risultati siano dietro l'angolo.
A seguire vanno attivate azioni sia a breve che sul medio e lungo periodo.
Per il breve periodo è ipotizzabile:
- con tutte le cautele del caso, una concessione di spazi di espressione ed elaborazione ai gruppi giovanili culturali, politici, musicali che ne facciano richiesta. Tale concessione andrà collegata naturalmente ad un protocollo che ne formalizzi inequivocabilmente regole, impegni, garanzie sociali;
- attivazione di un servizio di "operatori di strada": numerosi Comuni lo hanno già fatto, si potrebbe attingere anche alla loro esperienza. E' fondamentale che a confrontarsi con i ragazzi siano persone qualificate che possono contattarli direttamente nel loro ambiente.
Sul medio e lungo periodo, invece, va avviata una seria politica di educazione alla pace e alla nonviolenza qualificando insegnanti e operatori del sociale, come è già avvenuto in Campania e in Umbria. Anche qui da noi qualcosa si sta muovendo. Il Comitato "Nepi per la Pace", per esempio, sta presentando una proposta in questa direzione allAssessorato Regionale.
In tutto questo percorso, ovviamente, le amministrazioni comunale e provinciale dovranno sapersi aprire ad associazioni, forum e comitati che operano da anni sul territorio e che della sua realtà hanno conoscenza, esperienza concreta. E soprattutto progettualità. Tutto ciò ovviamente non potrà limitarsi ad una mera sottoscrizione di intenti da parte delle amministrazioni ma dovrà essere sostenuto con impegni di bilancio specifici.
Un caro saluto da Antonello Ricci