Senza Filtro -Siamo assai contenti che il sindaco Montaltese lamenti di non essere stato convocato al tavolo regionale per discutere sul futuro del suo territorio riferiscono per una volta tanto il primo cittadino può sperimentare di persona cosa provino i cittadini ed i comuni limitrofi che subiscono da 50 anni gli effetti inquinanti sul territorio, senza che mai siano stati consultati da alcuno riguardo il futuro della loro terra.
Caro sindaco fa bene a preoccuparsi, oggi si parla del rigassificatore come se fosse un impiantino che produce fiori.
Il sindaco Carai dovrebbe fare fronte comune con tutti gli altri sindaci che hanno preso consapevolezza sul danno alla salute e all’indotto economico che provocherà la centrale a carbone (aggiungendosi al già notevole impatto ambientale che ha subito il territorio con tre centrali nel raggio di soli 20-25 km), precludendo ogni altra possibilità di sviluppo, sia turistica sia agricola (prodotti dop).
Purtroppo il sindaco Carai si è sempre detto contro la riconversione a carbone della centrale di Montalto (niente di più facile visto che non è affatto nelle intenzioni dell’Enel) ma mai contro la riconversione in atto di quella di Civitavecchia, non ha mai partecipato ai consigli comunali aperti indetti dal Comune di Tarquinia sul tema, come non ha partecipato alle due manifestazioni pubbliche del 4 e 11 febbraio scorsi; forse a paura di ritorsioni da parte dei suoi “amici” dell’Enel.
Caro sindaco non si possono fare progetti tipo quello della Spal o il protocollo d’intesa della Maremma Tosco-Laziale, o il progetto Valle del Mignone ecc. ecc. senza tenere conto che l’aria che si respirerà sui nostri territori, non sarà poi così ambita dai turisti e purtroppo da chi ci vive, senza tenere in conto che pian piano non si potranno più produrre formaggi, coltivare ortaggi, frutta, viti, olive.
Chi elargirà agli agricoltori la certificazione dei prodotti? Glielo ha comunicato ai suoi agricoltori e ai suoi cittadini che cosa accadrà? Gli ha detto che non potranno più coltivare agricoltura mangiabile?
Fra due, tre anni sarà troppo tardi fare recriminazioni, sarà troppo tardi per salvare il nostro territorio adesso possiamo ancora scegliere se trasformare la maremma in un grosso contenitore industriale con un’aria irrespirabile, navi carboniere e navi di gas che solcheranno il nostro mare, la pesca?
Finita per sempre, la strada statale Aurelia sempre più transitata da Tir che trasporteranno tonnellate di gesso derivato dal carbone della centrale civitavecchiese.
Sindaco vede lei si preoccupa per la sua terra, e fa bene, lei fruisce per il suo comune di un ingente indotto economico grazie all’Enel, ma le nostre terre non sono a compartimenti stagni, noi abbiamo sempre rifiutato le centrali perché volevamo un futuro turistico e agricolo e volevamo preservare la terra che ci hanno lasciato in eredità i nostri avi: gli Etruschi, l’avevano scelta perché meravigliosa: sindaco sia lungimirante, guardi in avanti, forse è venuto il momento di essere uniti in questa lotta per salvare le nostre terre, altrimenti anche lei passerà alla storia per aver deturpato la Maremma: diciamo insieme basta, abbiamo tante risorse sfruttiamole.
Comitato no coke di Tarquinia