Senza Filtro -La giunta regionale del Lazio, presieduta da Piero Marrazzo ha approvato ierii con delibera le linee guida dell’atteso Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica (PRMTL), finalizzato a creare un quadro per lo sviluppo dei collegamenti sul territorio regionale.
Si tratta del primo strumento di questo tipo varato dalla Regione e i suoi obbiettivi dichiarati sono: individuare l’assetto complessivo da dare alla mobilità regionale e le sue priorità, definire un sistema a rete in grado di soddisfare la domanda col minimo costo ma con una qualità di servizio tale da spostare la mobilità dal mezzo pubblico al mezzo privato, attuare e portare a compimento tutte le iniziative programmate e/o in corso.
Modo prioritario per risolvere le criticità del trasporto pubblico locale (TPL), e per dotare la Regione Lazio di un modello di mobilità sostenibile, è la predisposizione di un progetto finalizzato alla creazione di un sistema integrato di trasporto collettivo, in cui la ferrovia funga da struttura portante del sistema e le autolinee fungano da elementi di adduzione alla ferrovia in nodi di interscambio, aperti anche alle auto private, strategicamente ubicati sul territorio regionale.
Il PRMTL prevede comunque per una Regione come il Lazio, nella quale ci sono circa 2,5 milioni di spostamenti giornalieri, interventi anche in materia di viabilità e mobilità su gomma, aeroporti e infrastrutture portuali.
Ecco qui di seguito alcuni dettagli del piano:
Trasporto Aereo
Il trasporto aereo regionale non entra, in termini significativi, nel sistema della mobilità della Regione Lazio ma costituisce condizione necessaria per favorire l’integrazione con gli scali maggiori.
Lo scenario di riferimento per la domanda prevede una consistente crescita di traffico aereo che, per quanto riguarda quello nazionale, viene stimato in un incremento di 4-12 milioni di viaggi/anno.
Si ritiene che il patrimonio aeroportuale esistente nella Regione, se recuperato e ben gestito, oltre a ottimizzare l’integrazione con gli aeroporti maggiori possa migliorare l’economia regionale attraverso attività aeree produttive che aumento il livello occupazionale.
Questi gli scali esistenti nella Regione:
Aeroporto di Fiumicino
Aeroporto di Ciampino
Aeroporto di Latina
Aeroporto di Viterbo
Aeroporto di Rieti
Aeroporto di Frosinone
Aeroporto di Guidonia
Aeroporto dell’Urbe (con funzione di aeroclub di Roma).
Gli aeroporti di Roma Ciampino e Roma Fiumicino sono stati inseriti, nell’ambito del PGT, tra gli aeroporti di rilevanza nazionale appartenenti quindi allo SNIT e costituiscono il sistema aeroportuale Romano.
Lo scalo Fiumicino/Leonardo da Vinci gestisce un traffico pari a 30 milioni di passeggeri/anno e ha già praticamente raggiunto un traffico pari alla domanda prevista all’anno 2010.
Lo scalo di Ciampino, che nel 1998 eserciva un traffico annuale di 732.000 passeggeri a fronte dei 25 milioni gestiti dall’aeroporto di Fiumicino, oggi, per il forte incremento dei voli charter e low cost, comincia ad essere saturo.
La Proposta di assetto aeroportuale regionale è la seguente:
far emergere e soddisfare il potenziale di domanda nazionale oggi non ancora espresso sviluppando le opportunità di attrazione di traffico turistico internazionale;
valorizzare le specializzazioni (linea, charter, cargo, courier, posta), e per questa via sfruttare al tempo stesso le economie di scala derivanti dalla focalizzazione su un determinato segmento di traffico e le sinergie derivanti dall’operare in un sistema.
Obiettivo è quindi la creazione di un sistema incentrato sull’aeroporto Leonardo Da Vinci come scalo internazionale e sugli aeroporti di Ciampino attualmente al limite della saturazione per i voli charter e low cost e di Latina e Frosinone per accogliere il traffico charter e low cost trasferito da Ciampino.
Le altre strutture aeroportuali esistenti saranno specializzate per tipo di servizio come indicato di seguito:
l’aeroporto dell’Urbe, (oggi aeroclub di Roma) diverrà l’aeroporto executive della Capitale;
l’Aeroporto di Viterbo verrà adibito all’attività di protezione civile;
l’Aeroporto di Rieti, per le caratteristiche meteorologiche dell’area avrà come utilizzo prevalente l’attività di volo a vela;
l’Aeroporto di Latina (scuola del Mediterraneo per piloti (ala fissa) di aviazione generale) verrà adeguatamente attrezzato per accogliere il traffico charter e low-cost trasferito da Ciampino. Questo aeroporto, per la sua ubicazione a circa 45 minuti da Roma, si presta particolarmente per accogliere il traffico passeggeri con collegamenti su gomma e rotaia già presenti e che verranno rinforzati, oltre ad un traffico turistico diretto a Roma e Napoli e alle aree turistiche del Circeo, del litorale di Formia e Gaeta e le isole Pontine;
l’Aeroporto di Frosinone verrà utilizzato, oltre che per assorbire parte dei traffici charter e low cost, anche per la manutenzione elicotteri favorita dalla presenza della Società Augusta e della scuola per piloti (ala rotante) a servizio dell’Area mediterranea;
L’Aeroporto di Guidonia diventerà l’Aeroclub di Roma (oggi all’Urbe).
Si ritiene che il nuovo assetto aeroportuale ipotizzato, per poter trovare concreta attuazione, dovrà essere gestito da un’apposita società da creata ad hoc. Detta società, per la quale è stato ipotizzato il nome di LAZIOAVIO dovrebbe: avere la proprietà di tutti i cespiti patrimoniali (escluso Fiumicino), provvedere a tutti gli adempimenti in materia di sicurezza, reperire le risorse necessarie per la realizzazione del piano e per gli investimenti necessari alla gestione degli oneri a esso legati.
Porti e Trasporto Marittimo
Nel 1998 la Regione Lazio, considerata la rapida evoluzione del trasporto marittimo con l’introduzione di traffici specializzati e con contenitori, trasporti con navi di tipo Ro-Ro e Io-Io, ha predisposto un Piano di coordinamento dei porti che recepisce le direttive del Quadro di Riferimento Territoriale.
Il sistema portuale laziale è costituito da tre poli:
il polo di Civitavecchia;
il polo Romano (Fiumicino-Anzio);
il polo Pontino (Gaeta-Formia-Terracina) di cui fanno parte le strutture portuali delle isole di Ponza e Ventotene.
Tutte le strutture portuali laziali prestano servizio misto merci-passeggeri; oltre a ciò, Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta sono scali adibiti anche al traffico di prodotti petroliferi:
il porto di Civitavecchia con il traffico passeggeri, merci e crocieristico, è l’infrastruttura chiave del sistema portuale laziale, con i suoi 18 accosti per oltre 3.200 metri di banchine e circa 73.000 mq. di piazzali. A Civitavecchia, qualificato come porto nazionale e dotato di Autorità Portuale, sono in atto approfondimenti e studi, anche di integrazione con il sistema di trasporto terrestre e con il sistema intermodale regionale;
il porto di Gaeta dovrebbe diventare il secondo porto commerciale della Regione e acquisire, inoltre, la qualifica di porto frontaliero dell’UE, con opportuno potenziamento degli uffici doganali;
il porto di Ostia-Fiumicino è legato alle caratteristiche urbane dell’area e alla presenza dell’aeroporto intercontinentale di Fiumicino. Un altro elemento di rilevanza deriva dal fatto che permette l’attracco di navi di grande tonnellaggio come le petroliere.
Questi i collegamenti marittimi in funzione:
Sistema Civitavecchia Fiumicino Gaeta: rete dei terminali crocieristici;
Sistema Anzio Formia Ponza Ventotene: rete dei collegamenti con le isole;
Sistema Gaeta/Formia Anzio Fiumicino Civitavecchia: rete dei collegamenti costieri
Sistema Anzio Nettuno S. Felice Circeo Terracina Ponza Ventotene: rete del diporto maggiore.
È prevista la realizzazione di opere nei principali porti commerciali di:
Civitavecchia (Porto Grandi Masse e completamento porto commerciale);
Fiumicino;
Gaeta.
Le linee guida prevedono uno sviluppo del trasporto marittimo costiero come già in essere nel Golfo di Napoli e da realizzare mediante una linea di collegamento delle varie città del litorale laziale (metropolitana del mare) e/o con un servizio interregionale da realizzare mediante aliscafi e/o navi veloci per il traffico passeggeri e con navi da carico per il trasporto delle merci attrezzando opportunamente sia le aree portuali che i collegamenti stradali e ferroviari con l’Hinterland.
Si prevede di eseguire uno studio di fattibilità volto alla verifica della convenienza a realizzare una rete strutturata di porti turistici e di attracchi lungo l’intero litorale anche al fine di valorizzare i “water front” delle numerose città che si affacciano sul litorale laziale.
La Regione Lazio, poi, oltre alle funzioni di programmazione, finanziamento e controllo, gestisce il trasporto minimo da e per le isole dell’Arcipelago Pontino e relativo a passeggeri, merci, rifornimenti idrici e gas oltre il trasporto dei rifiuti.
Il ridotto traffico laziale non ha giustificato fino ad oggi la creazione di una specifica società di navigazione gestito dalla Caremar insieme al traffico della Campania. Di fatto il trasporto marittimo laziale non solo non è mai decollato ma viene svolto in modo irregolare e anche abusivo nei collegamenti estivi con le Isole Pontine.
L’attuale carenza dei servizi offerti in sovvenzione dalle attuali compagnie Caremar, Snip, Snap e Vetor necessita di un intervento radicale al fine di garantire alla popolazione delle isole un collegamento in tempi certi e con orari certi sull’intero arco annuale effettuato con mezzi di trasporto veloci e dotati della necessaria sicurezza e comfort.
Appare evidente la necessità di mettere a punto con gli organismi competenti e col territorio, un capitolato prestazionale da concretizzare in un “Contratto di Servizio” che permetta di mettere a gara detta attività, in modo da garantire un servizio adeguato ad un prezzo determinato da una competizione tra le ditte partecipanti.
Nella predisposizione definitiva del PRMTL si valuterà, poi, la convenienza di creare una nuova società di navigazione pubblico/privata che oltre a garantire il collegamento di passeggeri e merci con le Isole Pontine sull’intero arco annuale possa effettuare anche altri collegamenti e servizi. È stato ipotizzato per la nuova società il nome di “LAZIOMAR”.
Trasporti Pubblici Locali su Ferro
L’estensione totale della rete ferroviaria laziale è di 1.100 km (pari al 7% della rete nazionale). Il 18% della rete è a binario semplice e oltre la metà di questo non è elettrificato.
I servizi ferroviari di TPL interessano tutte la rete regionale e sono organizzati in 7 linee di trasporto, denominate FR, che hanno un’estensione in ambito regionale di 883 km, servono 142 stazioni e sono gestite da Trenitalia con un Contratto di Servizio parzialmente finanziato dalla Regione Lazio
FR 1 Orte Fara Sabina Roma Tiburtina Fiumicino Aeroporto;
FR 2 Roma Tivoli;
FR 3 Roma Viterbo;
FR 4 Roma Albano;
" " Roma Frascati;
" " Roma Velletri;
FR 5 Roma Civitavecchia ;
FR 6 Roma Frosinone Cassino;
FR 7 Roma Formia Minturno;
" " Roma Campoleone Nettuno;
Completano il sistema di trasporto ferroviario regionale le seguenti linee ferroviarie (ex ferrovie concesse) attualmente gestite dalla Soc. MET.RO con un Contratto di Servizio:
Roma-Lido di Ostia che si sviluppa per circa 28 Km lungo la via Ostiense da Piramide a Ostia Lido;
Roma Pantano Borghese S. Cesareo che si sviluppa per circa 30 Km da Roma Termini a S. Cesareo;
Roma-Viterbo che si estende nel territorio regionale per circa 90 Km interessando i centri di Orte e Civita Castellana.
Esistono infine alcuni rami delle linee FS attualmente dismesse come la Formia Gaeta e la Civitavecchia Capranica.
La Regione a seguito del trasferimento dallo Stato, (Legge 422/97 e successive modificazioni), è divenuta proprietaria di binari, stazioni, impianti fissi, ed aree connesse delle tre linee ferroviarie ex concesse (Roma Lido di Ostia, Roma Pantano Borghese S. Cesareo, Roma Viterbo).
In quest’ambito il protocollo d’intesa firmato da RFI, Regione Lazio, dalle istituzioni provinciali e dal Comune di Roma nei giorni scorsi ha già iniziato a dare un’impostazione sul futuro degli investimenti nel campo delle infrastrutture ferroviarie.
Trasporti Pubblici Locali su Gomma
I servizi di trasporto pubblico su strada, secondo la legge regionale n. 30/98, si distinguono in servizi di linea:
urbani;
interurbani;
provinciali;
regionali;
interregionali;
di gran turismo.
La gestione dei servizi automobilistici regionali è e rimarrà affidata al Co.Tra.L., come società di scopo per gestione del TPL su gomma attraverso l’uso di veicoli che saranno conferiti al pari del patrimonio di Co.Tra.L.
La Co.Tra.L. potrà ricavare dal nuovo assetto e dal progetto di sistema integrato consistenti benefici in termini di risanamento del conto economico. Nello specifico è obiettivo delle presenti linee guida la rimodellazione del sistema di trasporto attuale per migliorare l’efficienza del servizio e riportare l’Azienda in attivo finanziario anche attraverso una diversa visione trasportistico-economica del sistema integrato di trasporto regionale in cui il ruolo della gomma sia quello di adduttore al trasporto su ferro implementando i nodi di scambio gomma-ferro.
Oltre al nuovo ruolo individuato per la gomma si procederà ad una razionalizzazione della gestione del servizio attraverso:
creazione di instradamenti nuovi e/o non precedentemente previsti o utilizzati anche su auto e/o superstrade, individuando le nuove disponibilità di flussi e bacini di utenza da servire;
eliminazione delle sovrapposizioni e ridondanze delle reti di TPL regionale e comunali, favorendo la loro integrazione in nodi di scambio gomma-gomma riducendo così le percorrenze ed i turni-uomo;
organizzazione logistica del servizio con esternalizzazione, a minori costi di gestione, di parte della “rete sociale”;
incremento della produttività a parità di servizio effettuato diminuendo i turni-uomo su direttrici a forte domanda effettiva e potenziale incrementando così la quota di rete regionale ad alta efficacia e redditività;
riduzione delle percorrenze fuori-servizio con riduzione dei turni macchina attraverso una ricollocazione del parco veicoli anche attraverso una razionalizzazione dell’ubicazione degli impianti esistenti e dei capi-linea.
Nodi di Scambio e Parcheggi
I nodi di scambio rappresentano i punti di congiunzione tra i diversi vettori di trasporto indispensabili per raggiungere l’integrazione gomma rotaia e più in generale la intermodalità.
I principali interventi sui nodi di scambio (che dovrebbero intendersi soprattutto come centri ordinatori di servizi più che semplici infrastrutture) sono individuati nel “Programma regionale dei nodi di scambio” (D.G.R. 24.6.97 n. 3838 e 29.12.99 n°6097). Il programma prevede la realizzazione di 8368 posti auto e 120 posti bus in 41 stazioni della rete ferroviaria di interesse regionale.
Come nel caso della realizzazione dei parcheggi, i tempi di approvazione degli interventi, di redazione dei progetti, di approvazione e di appalto sono risultati esageratamente lunghi, con un meccanismo di responsabilità incrociate difficilmente ricostruibile. La questione è certamente condizionata dal “conflitto di competenze” con i soggetti gestori delle infrastrutture, ma nei documenti di programmazione traspare anche una sottovalutazione delle funzioni e del ruolo dei “nodi” della rete in termini generali infatti il nodo di scambio deve essere un’occasione urbanistica per i comuni volta alla valorizzazione delle aree che dovranno essere attrezzate con spazi commerciali e di uso terziario essendo la mobilità garantita dalla presenza dei vettori.
La Regione Lazio provvede anche al finanziamento di parcheggi nelle aree urbane del Comune di Roma e di altri comuni della Regione.
La Rete Stradale
La rete viaria nel Lazio è attualmente costituita da:
Autostrade per 477 km di cui 391 km in concessione ed 86 km gestiti dall’Anas;
Strade statali per 550 km, sempre gestite dall’Anas;
Rete viaria regionale di circa 1.500 km di strade trasferite dallo Stato alla Regione a seguito della Legge Bassanini e relativo Decreto attuativo 112/1998;
Strade provinciali per circa 7.600 km che completano e supportano tutto il sistema stradale della Regione.
A questa rete si aggiungono le strade comunali e tutta la viabilità minore ad esclusivo servizio degli insediamenti urbani e dei territori dei singoli Comuni .
In seguito all’applicazione del D. Lgs. 112/98, la competenza su circa 2.000 Km di strade statali, che ricadono sul territorio regionale, è stata conferita dallo Stato alla Regione che ha costituito la Soc. A.STRA.L. (Azienda Strade Lazio), la quale cura l’esecuzione degli interventi di manutenzione e straordinaria sull’intera rete di competenza. La restante parte (circa 490 Km), rimasta di competenza dello Stato, fa parte del “Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti” (SNIT).
La S.S. Appia nella zona sud Latina-Terracina corre parallela alla ex 148 Pontina assumendo anche un compito di supplenza rispetto alla stessa ex S.S. 148.
Nel tratto Roma Latina, il traffico veicolare, anche merci, si riversa sulla S.S. 148 che ha caratteristiche di strada “extraurbana principale”, tipo “B” secondo le odierne norme. L’arteria è soggetta a continua congestione nella tratta più prossima a Roma (Roma-Pomezia-Aprilia), e quindi, se da un lato appare inevitabile la realizzazione del sistema trasversale di adduzione del traffico veicolare merci sulla A1 Roma-Napoli, (sia col collegamento Cisterna-Valmontone-A1, che col potenziamento della S.S. 156 Latina-Frosinone), appare anche inevitabile la conversione della Pontina ad autostrada di tipo “A” nel tratto Roma-Latina dotata di complanari per il traffico locale per tenere separato il traffico a breve percorrenza (traffico locale) da quello a lunga percorrenza come è buona per mantenere livelli di sicurezza coerenti con gli attuali standard.
Per l’autostrada Roma Latina è in corso la progettazione definitiva sia con le complanari ma anche in affiancamento a una nuova linea ferroviaria in modo da realizzare un “corridoio intermodale”. Per la parte più a Sud in particolare nel tratto Latina Terracina una messa in sicurezza dell’attuale collegamento sembra rispondere adeguatamente alle attuali esigenze, attraverso però una tipologia stradale concretamente rispondente ad un Tipo B secondo il nuovo codice della strada e le attuali norme.
Escludendo l’area urbana all’interno del “Grande Raccordo Anulare”, le cui problematiche sono più di competenza comunale, il “Quadrante Sud-Est” (area dei Castelli Romani) sicuramente necessita di una razionalizzazione e di un adeguamento di tutto il sistema stradale esistente, attraverso una serie di interventi di carattere puntuale che la Regione di concerto anche con l’ANAS per l’Appia e la Provincia di Roma per la viabilità provinciale ha in corso di attuazione.
Nel “Quadrante Nord-Est” l’esigenza di un riordino del sistema viario è particolarmente attuale anche con riferimento alla opportunità di aprire un casello sulla “Bretella Autostradale” Fiano-San Cesareo. Infatti, se in un passato anche recente detto collegamento veniva giudicato necessariamente alieno dal territorio, attualmente si ritiene necessaria l’apertura di uno o due caselli nel tratto Tivoli-Fiano con un’ubicazione ben bilanciata sia dal punto di vista del riequilibrio territoriale sia per quanto concerne la massimizzazione di un razionale utilizzo del tessuto viario esistente.
In questo quadrante l’esistenza di tre tronchi autostradali separabili dal sistema autostradale nazionale (tratto Roma Nord- Fiano dell’A1, tratto Roma Est- Tivoli della A24 e Roma Sud San Cesareo della A1) induce all’ovvia soluzione di porre questi tratti autostradali a servizio del territorio, in relazione alla notevole esigenza di mobilità richiesta dal quadrante all’esame, con particolare riferimento all’area che verrebbe ad essere servito dal circolo autostradale Fiano-Roma Nord-Roma Est-Tivoli-Fiano.
Pertanto, al fine di mettere al servizio di questa area,detto circuito autostradale, risulta necessaria l’apertura di nuovi svincoli e caselli. Al riguardo non da molto è entrato in esercizio il nuovo svincolo in corrispondenza del C.A.R. sulla penetrazione a Roma della Roma- L’Aquila, inoltre già è stato finanziato ed appaltato da parte dell’ANAS lo svincolo sulla Penetrazione a Roma della Roma-Firenze a Castelnuovo di Porto nell’ambito di un’opera di collegamento tra la Salaria a Monterotondo e la stessa autostrada Roma Firenze; ed ancora è previsto uno svincolo sulla Bretella Fiano San Cesareo in connessione con la Tiburtina “ casello di Guidonia”. Il sistema potrebbe assumere una maggiore funzionalità attraverso l’apertura di un ulteriore svincolo all’altezza di Mentana che tuttavia per il momento non è nelle previsioni.
Scendendo di scala , una serie di interventi già programmati dalla Provincia di Roma , unitamente all’utilizzo del sistema autostradale come sopra descritto darà soluzione all’esigenza di mobilità veicolare che l’area richiede . Un cenno particolare va riservato al tentativo di creare un sistema trasversale, sostanzialmente parallelo al Raccordo Anulare e al raccordo autostradale “Bretella Fiano-San Cesareo”, attraverso una ricucitura di una certa viabilità esistente adeguandola agli odierni standard dimensionali.
Per quanto concerne il “Quadrante-Nord”, l’esigenza che si potrebbe rappresentare sarebbe quella di un collegamento trasversale tra l’area immediatamente a nord di Roma con la A12 , tale collegamento ora è assicurato attraverso il G.R.A. ed il primo tratto dell’Aurelia, tuttavia per il momento un simile collegamento appare rinviabile. Nello stesso quadrante, più a nord, oltre il limite dell’area metropolitana, a ridosso del Lago di Bracciano, si rappresenta un difetto di interconnessione tra la S.S. 493 “Braccianese Claudia” e la S.S. 2 “Cassia”. La soluzione potrebbe risiedere in un collegamento “Cesano-Anguillara” che, adeguando e ripercorrendo in parte una certa viabilità locale , metta in diretta comunicazione la Braccianese e la Cassia con un’arteria di categoria adeguata al volume di traffico previsto.
Nel “Quadrante Ovest” la presenza dell’aeroporto di Fiumicino e la A12 hanno richiesto la previsione del potenziamento a tre corsie del collegamento autostradale Roma-Fiumicino. L’area appare tuttavia critica per lo sviluppo di fortissimi insediamenti sia abitativi che commerciali oltre alla nuova Fiera di Roma e al Centro intermodale di Fiumicino. Tutto questo ha reso necessaria la realizzazione di una viabilità complanare all’Autostrada per Fiumicino per servire la mobilità locale.
Un supporto alla mobilità deriverà dalla realizzazione del corridoio intermodale Roma-Latina che raccoglierà il traffico per Pomezia, Latina ed il sud proveniente da Civitavecchia scaricando l’autostrada per Fiumicino.
L’area a nord-ovest della Regione, poi, è costituita dai due comprensori di Viterbo e Civitavecchia.
L’infrastrutturazione viaria del viterbese, ultimata la “Trasversale Nord”, dovrebbe essere completata con l’adeguamento della Cassia portandola a strada di tipo B “extraurbane principali” secondo le attuali norme almeno fino a Viterbo, in coerenza con la Cassia Bis nel tratto già adeguato Roma-Monterosi.
Un punto singolare è rappresentato dalla stessa Città di Viterbo nella quale la Regione Lazio ha in corso di realizzazione il “Semianello Viario” per porre rimedio al grosso problema di congestione del traffico cittadino con riflessi anche sulla viabilità di accesso alla stessa città.
Per il comprensorio di Civitavecchia, ultimato il collegamento veloce con l’entroterra, “Trasversale Nord” sarà necessario continuare l’attuale arteria autostradale proveniente da Roma collegandola a Nord fino a Rosignano lasciando all’attuale Aurelia il diretto servizio sul territorio per il traffico locale.
In sintesi l’attuale rete di livello nazionale ha come punti di forza l’autostrada Milano-Roma-Napoli, il sistema autostradale Roma-Fiumicino, Roma-Civitavecchia e Roma-L’Aquila, interconnesso attraverso il Raccordo Anulare di Roma.
Come punti di debolezza: la mancanza di trasversali, un sistema longitudinale destinato a collaborare col sistema autostradale e in particolare la Via Pontina e la Via Cassia parallele allo stesso sistema autostradale.
Necessitano poi un deciso adeguamento i collegamenti tra Roma e i capoluoghi di provincia quali Viterbo e Rieti che si appoggiano sulle “vecchie” Strade Statali Cassia (ora Regionale) e Salaria, con un livello di esercizio decisamente inadeguato.
Alla realizzazione di quanto sopra il PRMTL dovrà assegnare una priorità sia in termini temporali che di impegno delle risorse, giungendo ad un quadro organico di intervento a breve, medio e lungo termine mettendo in campo una programmazione che per questi tipi di opere si proietti anche oltre un decennio e quindi anche oltre il 2015 dando priorità a quei completamenti e quelle opere la cui necessità viene ampiamente giudicata al di fuori di ogni discussione.
Trasporto Merci
Per quanto riguarda le infrastrutture nodali del sistema logistico regionale, oltre a porti e aeroporti, attualmente il Lazio è interessato da due iniziative di tipo interportuale riconosciute dal PGTL del 2001:
Orte: distribuzione merci per e dal Nord Italia, con funzione specifica di raccordo con il Porto di Civitavecchia che richiede il completamento autostradale;
Frosinone: (integrato con lo scalo di Latina) al servizio del sistema economico produttivo delle due province di Latina e Frosinone.
Nel Lazio sono presenti tre centri intermodali strada-ferrovia in aree di proprietà delle Ferrovie dello Stato (Latina, Pomezia Santa Palomba, Roma Smistamento), più un quarto centro a Piedimonte San Germano, a servizio prevalentemente dello stabilimento FIAT di Cassino.
Complessivamente il traffico dei centri merci del Lazio è in aumento, infatti nel triennio 1993-1996 è quasi triplicato, passando da un totale di 306,000 tonnellate nel 1993 a circa 840.000 tonnellate nel 1996.
L’area romana registra la presenza dei seguenti tre impianti:
Fiumicino, rivolto alla integrazione con il trasporto aereo delle merci;
Tivoli, al servizio del settore produttivo locale e dell’agro-alimentare ( C.A.R.);
Civitavecchia, integrata con Orte, al servizio dell’intermodalità marittima e del trasporto container.
Manca tuttavia la presenza di uno o più impianti al servizio specifico delle esigenze dell’area romana anche nel segmento della distribuzione delle merci nell’area urbana.
Oltre agli Interporti di Frosinone e Orte, la Regione Lazio intende realizzare un grande centro intermodale in un’area individuata tra Fara Sabina e Montelibretti. A una distanza di 10 km dall’uscita dell’autostrada A1, questa struttura diventerà un centro strategico per lo scambio delle merci (vista la sua posizione) per tutto il Centro e il Sud Italia.