 |
| L'assessore Mazzola |
Senza Filtro - Al via un corso rivolto agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie sulle modalità di approccio coi bambini stranieri, basato sulle tecniche di linguistica. Il progetto proposto dall’Università della Tuscia e finanziato dall’assessorato alle Politiche sociali della Provincia è partito ieri nel capoluogo a S. Maria in Gradi e il primo marzo nella scuola elementare “A. Manzi” di Civita Castellana, per chiudersi nel primo caso il 25 aprile, nel secondo il 24 maggio.
Aprono oggi il preside della facoltà di Lingue e letterature straniere Giorgio Manacorda, Roberta Bernini, direttore del Csa e Francesca Sciamanna, sempre del Csa, e la responsabile del progetto, Laura Crisci, in collaborazione con le assistenti Fortuna Bove e Pierangela Turchetti.
Si tratta di un’iniziativa sulla facilitazione linguistica rivolto agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie, condotta Barbara Turchetta, Laura Mori e Maria Grazia Menegaldo dell’Ateneo viterbese. Il corso è suddiviso in due parti. Una didattica, che avrà luogo in aula, con lezioni su comunicazione e facilitazione linguistica. L’altra prevede laboratori che si svolgeranno in aula direttamente con i bambini, col supporto degli insegnanti come tutor.
Il corso è finalizzato all’intercultura, l’obiettivo è quello di attuare un’educazione interculturale in grado di proporre percorsi educativi e didattici. In questo senso, l’insegnante media tra le diverse provenienze culturali e linguistiche dei bambini. Ad aderire sono stati 110 insegnanti, provenienti dalle scuole di tutta la Tuscia. L’inserimento dei bambini stranieri è una risorsa importante sul piano relazionale e cognitivo, perché favorisce relazioni aperte con diversi criteri di conoscenza, rispetto e dialogo. E la lingua è il tramite: è qui che interviene l’insegnante nella funzione di mediatore linguistico.
“Siamo lieti di aver dato il via a quella che spero sia la prima di una lunga serie di iniziative atte a dare gli strumenti necessari agli insegnanti per affrontare più facilmente le diverse problematiche di inserimento di ragazzi di differenti culture ed etnie. Sono certo dice l’assessore Mauro Mazzola - che una buona integrazione di ragazzi stranieri nel nostro tessuto sociale, oltre ad essere un elemento di accrescimento personale e culturale per i nostri figli, è anche perno catalizzatore per l’avvicinamento e l’integrazione di interi nuclei familiari”.