Senza Filtro - Per l’assegnazione del gasolio agevolato alle imprese agricole, i comuni viterbesi che gestiscono la delega regionale e la Regione Lazio stessa, stanno adottando criteri molto restrittivi che penalizzano gli agricoltori.
In particolare sono le imprese agricole che svolgono attività di conto terzi ad essere immotivatamente penalizzate.
Lo stesso problema si era posto anche nel 2005, prima delle elezioni regionali. Ed era stato risolto con il mantenimento dei criteri di assegnazione del carburante agevolato adottati negli anni precedenti.
Per l’anno 2006 le amministrazioni ricordate tornano alla carica per l’adozione di criteri di assegnazione diversi da quelli sin qui adottati.
La Confederazione italiana agricoltori è del parere che non essendo state emanate normative innovative che modificano il quadro dei soggetti e delle attività aventi diritto all’agevolazione fiscale sull’uso del carburante agricolo, non sussista motivo per l’adozione di nuovi criteri.
Per questo la Cia ha chiesto all’assessore regionale Valentini ed al direttore del settore agricoltura Settimi un incontro urgentissimo affinché, in concertazione con le organizzazioni professionali agricole, il problema venga affrontato e chiarito.
Sembra d’altro canto, che la questione sia stata sollevata soltanto nel Lazio, mentre altre regioni non abbiano modificato i criteri di assegnazione del carburante agevolato adottati in passato.
Il settore agricolo è forse il settore più in crisi e le Imprese agricole hanno subito una spaventosa caduta della redditività della loro attività.
Uno dei fattori di crisi è proprio il costo dell’energia, molto superiore rispetto al resto dei paesi europei.
Non trova giustificazione, di fatto né di diritto, la tesi dell’adozione di criteri più restrittivi per l’assegnazione del carburante agevolato.
In attesa delle bioenergie, chiediamo nel frattempo che alle imprese agricole continuino ad essere assegnate le energie necessarie per “campare”.
Confederazione Italiana Agricoltori