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| Giancarlo Torricelli |
Senza Filtro -Gli Istituti superiori del Viterbese stanno ricevendo proprio in questi giorni una “strana” lettera dell’assessore all’Istruzione e all’Edilizia scolastica della Provincia di Viterbo dove, tra le altre cose, si invitano i dirigenti scolastici a mantenere fermo per il prossimo anno il numero delle prime classi, sottolineando che ogni eventuale scostamento in aumento dovrà essere preventivamente sottoposta alla valutazione congiunta dell’ufficio scolastico regionale e della Provincia e che il piano delle iscrizioni tenga conto delle attuali disponibilità di aule.
Ora, a parte il fatto che una comunicazione di questo tenore per essere efficace, forse avrebbe dovuto essere recapitata prima della chiusura delle iscrizioni per l’anno scolastico 2006/2007 ( 25 gennaio ), ma al di là di questo aspetto non secondario che legittimità può avere una disposizione che mette in discussione il piano dell’offerta formativa e che contrasta con la stessa legge sull’autonomia scolastica?
Come comune e come Osservatorio sul diritto allo studio di Bassano Romano abbiamo più volte segnalato alla Provincia la necessità di un forte investimento sul polo scolastico locale in funzione dell’ampliamento della qualità dell’offerta formativa rivolta al territorio.
Negli istituti locali, ed in particolare nel liceo, le iscrizioni per il prossimo anno risultano essere fortunatamente in aumento rispetto all’anno in corso. Secondo la logica della lettera di Cappelli questo dovrebbe essere un problema, dal momento che si pone la necessità di nuovi spazi e di maggiori risorse da investire per l’istruzione e per l’edilizia scolastica. Temiamo che con questa logica non si va molto lontano.
Nel momento in cui si avvia la fase di redazione dei bilanci di previsione e si torna finalmente a parlare di revisione del piano di dimensionamento scolastico, quello che serve, non è la riproposizione di un’impostazione burocratica e centralistica di controllo sulle iscrizioni e sull’autonomia degli istituti, ma il rilancio di un’idea della programmazione e della pianificazione delle istituzioni e degli spazi scolastici che riconosca alle politiche dell’istruzione e della conoscenza la necessaria centralità nelle scelte di investimento della Provincia.
Come comune e come Osservatorio sul diritto allo studio chiediamo che quella lettera venga ritirata e che si convochi, al più presto, una conferenza provinciale sull’edilizia scolastica, all’interno della quale, la Provincia, le scuole e le istituzioni locali vadano ad individuare le priorità di intervento per i prossimi anni.
Giancarlo Torricelli
assessore alla pubblica istruzione