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| Giuseppe Aloisio |
Senza Filtro -“Con la prossima apertura del servizio di chirurgia oculistica, l’ospedale Andosilla di Civita Castellana prosegue quel processo di rilancio della qualità del servizio sanitario fortemente voluto dalla Asl di Viterbo”. Questo, in sintesi, il pensiero del direttore generale Giuseppe Aloisio espresso nel corso della conferenza stampa per la presentazione del nuovo servizio che sarà operativo dai primi giorni del mese di marzo. Presenti all’incontro il direttore sanitario dell’ospedale civitonico, Santo Laganà, il responsabile di chirurgia oculistica, Renzo Ceccarelli, il presidente dell’associazione “Una mano al tuo ospedale”, Luciano Caregnato, i medici e lo staff che lavoreranno al nuovo servizio.
Un progetto che riguarderà essenzialmente la chirurgia del segmento anteriore dell’occhio, come i glaucomi e la cataratte. Prevista anche un’attività ambulatoriale che partirà dai prossimi giorni. Il servizio sarà dotato di una sala operatoria e di alcuni posti letto per il day hospital.
Durante la conferenza è stato anche consegnato da parte dell’associazione Onlus di Civita Castellana un microscopio operatorio acquistato grazie al contributo di due aziende locali: la Cosmogres e la Disegno ceramico.
“Il potenziamento dell’Andosilla ha detto il direttore Aloisio così come quello di tutto il servizio sanitario periferico, risponde all’esigenza di garantire ai cittadini delle prestazioni adeguate su tutto il territorio. Servizi come quello che stiamo presentando oggi servono a ridurre sensibilmente il numero degli utenti che, per avere delle cure specifiche, scelgono le strutture private convenzionate della capitale o quelle fuori regione”.
Civita Castellana, in particolare, per la sua vicinanza con la provincia di Terni e con la stessa Roma può diventare, in questo senso, davvero strategica. Soddisfazione per il nuovo servizio è stata espressa anche dal direttore sanitario dell’Andosilla, Santo Laganà.
“La direzione sanitaria della Asl ha detto ha dimostrato una notevole attenzione e vicinanza rispetto alle problematiche del nosocomio civitonico. Un segnale di cambiamento rispetto al passato di cui si sentiva il bisogno. Tutto questo si traduce in una maggiore motivazione del personale ospedaliero che io stesso ho potuto toccare con mano”.