Senza Filtro - La vicenda del costo del biglietto d’ingresso alla piscina termale ritorna d’attualità sempre ed unicamente per lo stesso motivo: il prezzo continua ad essere uguale per tutti senza nessuna forma di attenzione per i residenti.
Ora è Alleanza viterbese a sollevare il problema, nel 2004 furono i Ds, noi per parte nostra siamo in prima linea su questa battaglia dal 28 giugno 1998.
Stante il tempo passato ci sia consentito un sia pur sintetico riassunto dei fatti.
Alla data sopracitata, sindaco di Viterbo Meroi, di fronte ad un aumento che allora portava il costo del biglietto d’ingresso da 18 a 25 mila lire, senza la previsione di una qualche forma di attenzione per i cittadini viterbesi, noi socialisti pubblicammo l’elenco dei prezzi e delle condizioni praticate negli impianti termali di Fiuggi, Salsomaggiore, Chianciano, Abbano e Saturnia dimostrando già allora come in ogni altra località termale d’Italia ai residenti venisse concesso uno sconto sul costo del biglietto d’ingresso o una qualche altra forma di facilitazione.
Il sindaco Meroi non prese posizione ma da dentro An si levò la voce del presidente del circolo territoriale cittadino per dire che nessun esponente del pentapartito poteva permettersi il lusso di fare questa battaglia dal momento che la convenzione che regolava i rapporti tra la parte pubblica, vera proprietaria delle acque termali e quella privata era stata stilata e siglata da una giunta di pentapartito e che comunque loro, nei giusti tempi, avrebbero posto rimedio anche a quest’ulteriore danno provocato da chi aveva governato in precedenza la città.
Sono passati otto anni, la parte privata continua a decidere i prezzi e le condizioni che vuole senza nessuna facilitazione per i cittadini residenti.
E noi continuiamo a pensarla allo stesso modo: i termini della convenzione, con voto unanime del consiglio comunale si potrebbero rivedere ponendo fine a questa insensibilità verso la città.
Fabio Scalzini
Componente segreteria provinciale Sdi
Rosa nel pugno