Col Filtro - Per anni a Vetralla, le opposizioni di centrodestra e centrosinistra hanno dato ad intendere che appena possibile avrebbero messo fine ai tanti mali che affliggono la pubblica amministrazione comunale.
Da qui tutti si aspettavano che i prossimi 28 e 29 maggio erano l’occasione per voltare pagina e liberarsi una volta per tutte del “sandrinismo”.
Il metodo semplice era una lista civica trasversale che lo avrebbe spazzato via escludendo chiunque aveva avuto a che fare con l’amministrazione che va ingloriosamente a concludersi (pare che non verrà approvato il bilancio preventivo annuale e pare che le casse comunali lamentino un deficit corrente di quasi un milione di euro).
Invece no. In nome del rinnovamento il centrosinistra candiderà Pierluigi Marini, fino ad un mese fa assessore “sandriniano” e portavoce della maggioranza in consiglio comunale. Verranno candidati anche altri assessori uscenti e consiglieri transfughi.
Inoltre ci sarà (per la serie “A volte ritornano”) un già assessore “sandriniano”. Insomma il centrosinistra, che assai probabilmente perderà le elezioni, perderà anche l’identità perché la manciata di consiglieri di opposizione che prenderà saranno in massima parte eletti tra quelli che ho poc’anzi elencati.
Se la sinistra piange (o piangerà) la destra certo ha poco da ridere. Anche qui la situazione è tragicomica. I candidati sindaco per il momento sono due: Massimo Marconi capogruppo dell’opposizione di centrodestra, dimostratosi fin ora coerente ed equilibrato; Dario Bacocco, attuale vicesindaco, caldeggiato dall’Udc e da una parte minoritaria (e senza voti da portare) di An. Probabilmente la spunterà Marconi che però non avrà vita facile sia prima che dopo la sua elezione a sindaco.
Vedendo i numeri, Marconi potrebbe candidarsi e vincere le elezioni senza l’Udc e comunque senza i “sandriniani”. Invece, assai probabilmente, dovrà convivere con una maggioranza dove almeno cinque componenti saranno “sandriniani” (con probabilmente tra loro lo stesso Sandrino Aquilani).
Ricapitolando la situazione: nel nuovo consiglio comunale ci saranno almeno dieci “sandriniani”. Questo perché, passate le elezioni, tempo qualche mese, i cinque eletti nel centrosinistra faranno il salto della quaglia passando alla maggioranza e sconvolgendola. Non è fantapolitica, è una prospettiva realistica e già successa in altre amministrazioni locali.
Con la maggioranza cosi determinata, come si potrà mettere mano alle magagne della Vetralla Servizi, del Piano regolatore, dell’Albero dell’Umanità?
Per evitare tutto questo serviva e serve un atto di coraggio che nessuno vuole fare perché pare tutto sia stato deciso a Viterbo dalle segreterie provinciali. Una sorta di spartizione, come avveniva al tempo degli stati patrimoniali con i feudi.
Luciano Segatori
Radicali Italiani-Rosa nel Pugno