Interviene il segretario della Margherita Marcello Mariani La sfida del Partito democratico nella Tuscia
in vista delle amministrative Viterbo 30 ottobre 2005 - ore 0,10
Senza Filtro -Ci siamo, la sfida del Partito Democratico è lanciata.
Il sasso è nello stagno ed è già tempo di governare gli effetti più o meno prevedibili di questa proposta.
Con l'Assemblea Federale di ieri 28 ottobre la Margherita ha approvato la costituzione di un nuovo soggetto politico, di un nuovo partito: il Partito Democratico.
Un partito plurale e federale che inizierà muoversi nel panorama politico nazionale con una lista per la Camera dei deputati capeggiata da Romano Prodi.
Ritengo sia utile sottolineare che questo percorso costituente potrà avvantaggiarsi non solo della forte spinta ricevuta con la consultazione popolare delle primarie ma sarà supportato sul territorio viterbese dal passaggio elettorale delle elezioni Amministrative in diaciannove comuni della nostra provincia.
Certamente può essere utile per arrivare al traguardo del Partito Democratico viterbese il lavoro di consultazione e di progettazione, iniziato in questi giorni, che si fa in ciascuno dei comuni chiamati al voto tra le forze politiche locali.
La proposta è che il dibattito sul rinnovo delle Amministrazioni comunali in scadenza possa essere un momento di radicamento popolare e territoriale di questo nuovo partito che vede coinvolti Margherita e DS ma che è necessariamente aperto alle esperienze di riformismo democratico ben presenti nei comuni viterbesi.
E' chiaro quindi che la costruzione del Partito Democratico a Viterbo passa oggi per Vetralla, Soriano o Tuscania, per parlare di alcuni tra i comuni chiamati al voto. Ragionare sul Partito Democratico può essere utile anche a comprendere quanto è più vasto l'orizzonte della nostra iniziativa politica, oggi purtroppo relegato a beghe di piccolo cabotaggio tutte imperniate sulle vicende di una Amministrazione Provinciale che non è e non può essere il tutto della politica viterbese. Ragionando sul Partito democratico dai Comuni più piccoli a quelli più grandi c'è la possibilità di guardare avanti collegando la frontiera viterbese ed aprendola ai grandi temi regionali e nazionali dello sviluppo e della solidarietà internazionale.