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Viterbo -Il gruppo Ds alla Pisana ha aperto il confronto sul Dpefr 2006-2008 della Regione - L'incontro alla Camera di commercio aperto da Parroncini
Una nuova idea di programmazione
che premia il fare sistema
Viterbo 29 ottobre 2005 - ore 0,05
Senza Filtro -Presentiamo non un libro dei sogni, ma un documento snello con una proposta aperta, perché abbiamo intrapreso il percorso della programmazione partecipata, spostando così verso il basso i processi decisionali. Con questa novità, Giuseppe Parroncini, capogruppo di Uniti nellUlivo-Democratici di Sinistra alla Pisana, ha introdotto, l'altro ieri pomeriggio, a Viterbo, presso la sala conferenze della Camera di Commercio, il primo dei confronti messi in agenda dai Ds sul Documento di programmazione economica e finanziaria 2006-2008 della Regione Lazio, presenti moltissimi amministratori -tra gli altri, il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli, con lassessore al Bilancio, Ugo Gigli, e Francesco Chiucchiurlotto, presidente di Anci Lazio-, rappresentanti dei sindacati dei lavoratori, delle associazioni di categoria, degli Ordini professionali, del mondo dellassociazionismo culturale e del volontariato. Coordinatore delliniziativa, Andrea Egidi, segretario della Federazione di Viterbo dei Ds: Anche la scelta di scrivere il Dpefr con tutti gli attori dei territori è un forte segnale di discontinuità.
E pur vero che cè ben poco da sognare. Dal centrodestra è stata ereditata una sanità con un deficit spaventoso, la cui entità aumenta, rispetto a quella inizialmente ipotizzata, mano a mano che dai nuovi direttori generali vengono trasmessi alla Regione i rendiconti delle Asl riferiti al 2003 e al 2004. E sia su questo Dpefr che sulle politiche degli Enti locali pesa la spada di Damocle della Finanziaria del governo nazionale, che annuncia tagli per più di nove miliardi di euro e che rischia di costringere i Comuni a correre dietro alle emergenze, come ha detto anche Chiucchiurlotto, il quale ha chiesto, tra laltro, che un capitolo del Documento sia dedicato proprio al ruolo delle autonomie locali.
Il Dpefr per il prossimo triennio non può dunque che essere rigoroso. Ma ciò non significa che manchino chiare linee strategiche, anzi. La nostra è una Regione che vuole programmare di più e gestire di meno, conferendo maggiore potere agli Enti locali ed alle autonomie funzionali, come le Camere di Commercio, attuando la sussidiarietà sia verticale che orizzontale -ha sottolineato Parroncini-. Una delle scelte chiave, accanto a quella di sostenere la ricerca e linnovazione, è che si orientano le risorse non più su politiche solo settoriali, ma verso progetti con una concreta positiva ricaduta sulle intere filiere e sui territori. Si premia il fare sistema territoriale compiuto, lidea del distretto che mette insieme le eccellenze e crea sinergie. Manca però uno strumento importante: il Piano Territoriale Regionale Generale, del quale ci doteremo a breve, colmando una grave lacuna.
Nostro obiettivo è il riequilibrio del Lazio, ha detto il capogruppo dei Ds, trovando poi sulla stessa lunghezza donda Mazzoli, per il quale è interesse della stessa capitale che la regione non viaggi più a due velocità. Parroncini ha quindi osservato che il nord del Lazio cresce a partire dalle proprie vocazioni. La Regione sostiene questa prospettiva, essendo già al lavoro per incentivare la multifunzionalità dellagricoltura, innanzitutto attraverso i progetti di filiera e i distretti rurali, ed avendo individuato precisi interventi, come lincentivazione dei sistemi culturali integrati, lattivazione dellAgenzia regionale per la promozione turistica e di un polo di alta formazione per le professioni turistiche, la riqualificazione delle aree per gli insediamenti produttivi e la revisione della legge sui distretti industriali.
Certo è sulla mobilità e sulle infrastrutture che ci giochiamo gran parte della nostra credibilità -ha proseguito il consigliere regionale-. La priorità delle priorità è la trasversale, che potrà mettere in collegamento il centro merci di Orte, laeroporto, Tuscia Expò, il Porto di Civitavecchia. Su questo punto, daccordo Leonardo Michelini, presidente della Coldiretti: Il completamento della trasversale è una condizione per realizzare pienamente, con costi di produzione più bassi, un modello di sviluppo che guardi alla qualità e, insieme, per invogliare il privato ad investire nel territorio.
Buona parte del Dpefr è dedicata alla sanità. E partito un processo di riorganizzazione che guarda alla prevenzione, sposta molte delle prestazioni dagli ospedali ai servizi territoriali e mira a rimettere sotto controllo la spesa farmaceutica, con il coinvolgimento degli operatori e degli stessi medici di famiglia. Una operazione complessa, che deve tenere conto dellesigenza primaria di tutelare le fasce più deboli, ha spiegato Parroncini.
Infine, due esigenze che il gruppo dei Ds alla Regione rileva: la redazione, non rinviabile, di un piano regionale dellenergia e di un nuovo piano dei rifiuti.
Da oggi, ci aspettiamo osservazioni, idee, proposte di modifica ed integrazioni che possano arricchire -ha concluso il capogruppo- questo Documento.
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