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Orte
Per il 4 novembre si ricorda un ragazzo del '99
Orte 28 ottobre 2005 - ore 16,53
Senza Filtro -Il significato del 4 novembre tende sempre più a sbiadirsi, forse a causa di tanti fattori disgreganti quali la sfiducia verso lo Stato e la politica, la memoria corta di qualcuno che vuole affermare un modello di consumismo esasperato, ove il cittadino spesso appare essere ridotto a semplice consumatore è al centro della cura dei pubblici poteri, la scarsa considerazione per il senso dello Stato, della Comunità e della Solidarietà. Fortunatamente il presidente Carlo Azelio Ciampi sta lavorando per invertire questa negativa tendenza alloblìo dei Valori della nostra Storia.
Tuttavia, ricordare ad Orte un ultracentenario come Torquato MAGGI, classe 1899, scomparso da due anni, deve farci riscoprire lo spirito, il sacrificio, la memoria storica di chi partecipò come combattente al Primo Conflitto Mondiale, esperienza spaventosa, come sempre e solo la guerra sa essere.
Agli occhi ed al cuore dei ragazzi lesperienza di Torquato Maggi conta sicuramente più di tante pagine di storia o di cento discorsi di circostanza quanto, talvolta, ipocriti e privi di valori ed esperienze vissute.
Uomini come Torquato Maggi sono testimoni eroici - nella loro comune esperienza di cittadini e di lavoratori - devono essere di esempio e di stimolo per tutti noi, in modo particolare per chi amministra la res publica , nei ruoli di maggioranza o di opposizione: il benessere di cui oggi godiamo è il frutto dei drammatici sacrifici di tanti nostri nonni, che hanno sacrificato, ragazzi inesperti, la loro gioventù in nome dellideale di Unità della Patria che è lItalia, portando così a compimento il disegno unificatore del Risorgimento.
Il messaggio e la testimonianza dei Combattenti come Torquato Maggi è quello di collaborare, oggi, ciascuno nel proprio ruolo, alla crescita del nostro Paese, senza sterili polemiche.
Ogni qualvolta un amministratore, dal Governo centrale, a quelli regionali, alle provincie ed ai comuni, al nostro comune, pone in essere una scelta - determinante o dordinaria amministrazione per i propri amministrati - deve porsi di fronte lesperienza di tanti ragazzi del 1899, per non rendere inutile il sacrificio su cui si fonda il benessere e la libertà del presente.
Centoquattro furono gli ortani caduti nel primo conflitto mondiale, i reduci mutilati furono nove, tra i quali il cav. Publio Frale, medaglia dargento e croce al merito, 23 gli invalidi oltre a tanti decorati per il coraggio delle loro azioni.
Ricordiamo Don Pacifico Arcangeli, caduto nel 1918 sul Monte Grappa, a cui è intitolata la Scuola elementare di Orte centro storico e Sirto Sacchetti, caduto nel 1915 sul Podgora, al cui sacrificio è intitolata la scuola elementare di Orte Scalo.
Non dimentichiamo, altresì, che sul complesso dolomitico delle Tofane, per un intervento ardito di recupero dei feriti sotto le linee Austriache, si distinse P. Geremia Subiaco, primo parroco di Orte Scalo, che per questo ricevette un encomio solenne.
Ma andiamo a scoprire lesistenza di un uomo che ha vissuto a cavallo di due secoli, due guerre, la ricostruzione post-bellica, il benessere degli anni sessanta e settanta, sino ai nostri giorni di nuovo incerti del terzo millennio.
Torquato Maggi fu chiamato alle armi nel luglio 1917, come tanti Ragazzi del 1899 ormai scomparsi - a cui sarebbe doveroso intitolare una strada cittadina - e venne destinato al 70° Reggimento Fanteria di Arezzo e successivamente al 119° Fanteria Brigata Emilia. Fu protagonista, in prima e seconda linea degli scontri sul Monte Grappa, ove ha combattuto sino allottobre del 1918.
Anche in questi ultimi anni di vita, a centoquattro anni, quando la vista si era affievolita e ludito appariva un po precario, conserva vainalterato nella sua memoria il ricordo dei giorni di guerra, che racconta ai suoi visitatori ed ai familiari con inalterata lucidità.
In giornate di guerra particolarmente afose, preso da sete e da fame incontrollabili di un diciassettenne, non esitò con i commilitoni a bere lacqua di una pozza utilizzata normalmente dagli animali al pascolo e a divorare un tozzo di pane trovato frugando tra rifiuti e bende. E la riflessione di Torquato Maggi, nel ricordare la gioia della Vittoria conseguita anche con il suo sacrificio, si fa dispiaciuta nel constatare come il senso di amore verso la Patria ed il Tricolore vada scemando, quando lui, come tanti commilitoni, era pronto a dare la propria vita per difendere lItalia e a la Bandiera che la rappresenta.
Il signor Maggi, oltre che per lonorificenza di Cavaliere di Vittorio Veneto, andava orgoglioso in particolare per la cittadinanza onoraria conferitagli dal comune di Paluzza (Udine), terra delle eroiche Portatrici Carniche, testimonianza silenziosa dello spirito di sacrificio e di amor di patria dimostrato nel periodo bellico.
Smessa la divisa e dopo una vita trascorsa nelle FF.SS., Torquato era pensionato dallottobre del 1957. Dopo la scomparsa della moglie avvenuta nel 1980, da qualche anno era impossibilitato ad uscire di casa.
Si intratteneva, comunque, in piacevole conversazione con i visitatori che di tanto in tanto andavano a trovarlo ed aveva tenuto qualche anno fa una significativa lezione di vita agli alunni delle Scuole elementari di Orte Scalo.
I Cavalieri di Vittorio Veneto rappresentano una memoria storica che deve farci riflettere, la loro scuola di vita ed il loro sacrificio ci fa sperare in un futuro migliore.
Stefano Stefanini
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