Agroalimentare di qualità - Il convegno organizzato dalla Provincia Distretti Rurali, un passo avanti fondamentale per la Tuscia Viterbo 28 ottobre 2005 - ore 0,20
Senza filtro -Distretti rurali, distretti agroalimentari di qualità Nuove opportunità per il Viterbese: lex Seminario de La Quercia ha ospitato stamattina il convegno organizzato dallassessorato ad Agricoltura, caccia e pesca della Provincia, con il coordinamento dellomologo regionale. Sullo sfondo la proposta di legge sul tema, redatta dalla Regione Lazio. Numerosi gli interventi: gli assessori competenti regionale e provinciale, rispettivamente Daniela Valentini e Mario Trapè, il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli, il consigliere regionale Giuseppe Parroncini, il presidente della commissione provinciale Lina Novelli, poi Camera di Commercio, Università della Tuscia, Spal, Coldiretti, Cia, Unione agricoltori e Cgil.
Ad introdurre i lavori Lina Novelli, che ha illustrato il provvedimento. La priorità è lindividuazione del distretto, e la provincia di Viterbo può diventare un distretto rurale. I requisiti sono la presenza di unagricoltura qualificata, del turismo rurale e dellartigianato tipico. In una parola: la capacità di fare sistema.
Poi a prendere la parola è stato il presidente Mazzoli. La proposta di legge ha detto era attesa da tutto il mondo agricolo e questa iniziativa è indicativa della nostra volontà di aprire un percorso per essere attori principali nelliter legislativo, occasione per un approfondimento e un contributo vero.
Mazzoli si è quindi soffermato sullimportanza del provvedimento per il territorio. Apprezziamo la scelta della Regione, perché apre un processo di programmazione in favore del settore. E una scelta che si lega fortemente allo sviluppo a livello locale ma non solo, e che ci permette di compiere un passo avanti notevole. Gli obiettivi: valorizzazione delle produzioni di qualità e completamento della filiera. Siamo pronti ad una sfida che ci lancia verso linnovazione, il cambiamento, una più forte organizzazione del territorio e un nuovo modello di sviluppo sostenibile.
Lassessore Trapè ha puntato sulla necessità della proposta di legge, che arriva al momento opportuno, cioè mentre lagricoltura sta attraversando un periodo di crisi dovuto allampliamento dei mercati, anche extraeuropei. Ci mettono in difficoltà perfino i vini australiani e le castagne cilene: sono cose che non ci saremmo potuti mai aspettare. Il settore è reduce da blue tongue e mucca pazza, ora sta vivendo il fenomeno dellinfluenza aviaria. La Tuscia potrà essere dora in poi caratterizzata dai suoi prodotti tipici. Occorre spingere sui marchi, da proteggere. Il fatto che il provvedimento arrivi in contemporanea con il via alla redazione del Piano di sviluppo rurale 2007-2013, permetterà di collocare le risorse su progetti specifici. Il territorio diventerà un soggetto attivo per lindividuazione dei distretti.
Dallassessore regionale Valentini innanzitutto una premessa. Parroncini mi ha molto guidato: il vero padre di questa legge è lui. Quindi è scesa nel cuore dellargomento. La crisi non è solo a livello locale, è dunque necessaria la ricostruzione di processi innovativi, per superare lattuale fase di buio. I problemi sono molti, nel Lazio stiamo cercando di rimettere in piedi una politica e una strategia: in cinque anni non è stata fatta una legge, mancano dunque le regole. Ma utilizziamo questo ritardo come un vantaggio, facendo tesoro dellesperienza di chi una legge lha invece già predisposta. Intanto la programmazione va avanti.
Esistono intelligenze e risorse mai utilizzate per fare sistema, cosa che stiamo cercando di fare ora. Risulta fondamentale costruire una squadra ed assorbire quanto di meglio il territorio ha da offrire. Per quanto riguarda la proposta di legge, ci sono innovazioni culturali. Analogamente, stiamo anche lavorando su ogm, agriturismi e pesca. Sul nuovo Psr porteremo avanti un confronto serrato per 7-8 mesi, infine ci stiamo attivando per lattuazione di una politica di filiere e sui poli agroalimentari.
Al termine del convegno, la degustazione dei prodotti tipici locali nella Scuola alberghiera della Provincia.
VALENTINI: DISTRETTI RURALI E AGROALIMENTARI CHIAVE DI SVILUPPO DEL TERRITORIO
Dobbiamo trovare le chiavi giuste per costruire lo sviluppo del territorio e della sua economia; e la legge sui Distretti è una di quelle, lo ha dichiarato Daniela Valentini, Assessore allAgricoltura del Lazio, durante il convegno Distretti Rurali, Distretti Agroalimentari di Qualità, tenutosi questa mattina a Viterbo.
Quella sui Distretti è la prima legge in materia di agricoltura approvata nel Lazio. Con essa vogliamo mettere a sistema tutte le potenzialità e le energie produttive e culturali espresse dai territori laziali, costruendo uno sviluppo economico coerente con lidentità storica della nostra Regione. La legge sui Distretti prosegue la Valentini è solo una delle leggi che abbiamo varato. Ad essa ha fatto seguito quella sugli OGM e farà seguito quella sugli Agrituismi che, a breve, porteremo in Giunta. Una comunità che non si dà le regole per governare i processi, è una comunità che rischia di non avere crescita economica. La politica dei Distretti che abbiamo avviato, e per la quale sono stati stanziati 2 milioni di €, si intreccerà poi con le politiche di filiera e la commercializzazione dei prodotti laziali che abbiamo già reso operative.
Dall8 dicembre all8 gennaio - conclude lAssessore assieme alla grande distribuzione, porteremo in più di 300 supermercati laziali un paniere di 15 prodotti regionali, accompagnati da un Marchio di qualità del Lazio e da un opuscolo che informerà i consumatori sulle loro proprietà organolettiche. E partiremo da Roma che, oltre ad essere il comune agricolo più grande dEuropa, è il vero valore aggiunto della nostra agricoltura.