-Egregio direttore,
Le chiedo gentilmente ospitalità per pubblicare alcune mie considerazioni sul recente incontro tenutosi giovedì 20 ottobre, presso la sala del consiglio comunale di Tarquinia, tra gli amministratori locali e la giunta provinciale per discutere del bilancio partecipato.
Mi creda, si tratta della cronaca, nuda e cruda, di quanto è avvenuto.
E le premetto di non essere partito prevenuto ma di fronte a tale spettacolo alcune considerazioni mi sembrano doverose.
Innanzitutto, a gelare i bollenti spiriti degli intervenuti, circa una trentina di persone tra amministratori locali di vario colore e militanti dei partiti dellUnione, è bastato lintervento dellassessore al Bilancio, Ugo Gigli, il quale con la necessaria onestà ha esclamato: Non ci sono soldi, abbiamo bucato il patto di stabilità per circa 5 milioni di euro, non potremo fare grandi cose.
Dopo questa doccia fredda, è sceso il gelo tra i presenti.
Che ce semo venuti a fa'? ha commentato a mezza bocca un anziano tarquiniese.
Passato levidente imbarazzo la discussione è proseguita con gli interventi degli amministratori locali.
Lungo lelenco delle lagnanze e delle richieste avanzate dal sottoscritto e dal vice-sindaco Sergio Benedetti: un maggior intervento economico della Provincia a favore dei comuni del litorale (Montalto e Tarquinia) che destate vedono raddoppiare la popolazione; la realizzazione della rotatoria allincrocio con Marina Velka; il potenziamento della viabilità da e per il Lido di Tarquinia; lattestazione dei treni regionali non a Civitavecchia come accade ora ma nella stazione di Montalto di Castro; lampliamento delledificio che ospita lITCG; una politica più incisiva nel campo turistico; la realizzazione delledizione 2005 del Premio Tarquinia-Cardarelli il cui bando non è stato ancora pubblicato; un netto rifiuto dellalimentazione a carbone delle centrali di Civitavecchia e Tarquinia.
Insomma, un lungo elenco di cose da fare che diligentemente e pazientemente il presidente della Provincia Mazzoli ha segnato sui suoi appunti.
Poi è stata la volta degli assessori, e qui ci sarebbe da dire niente di nuovo sotto il sole.
Parole, disponibilità, promesse. Tutto come da copione.
Ma non dovevamo parlare di bilancio partecipato?
Almeno le linee-guida lungo cui muoversi non dovevano dettarle loro?
Cè un programma dietro lazione di questa amministrazione provinciale?
Lassessore Corsetti è sembrato cadere in contraddizione quando ha detto che era contrario al carbone ma che con lEnel bisognava trattare.
Su che cosa, si sono chiesti in molti?
Lassessore Di Meo ha rimarcato la propria disponibilità a incontrare tutti e si è detto sempre presente per qualsiasi necessità.
Lassessore Mazzola, ha declamato a voce alta che la rotatoria di Marina Velka si farà, dimenticandosi che quando era allopposizione criticò il progetto definendolo una inutile e costosa rotonda sul mare.
Lassessore Cappelli è stato quello più politico e dopo un lungo preambolo sulla necessità di rivedere il modello di turismo per la Tuscia, ha assicurato che entro fine anno partirà il Premio Tarquinia Cardarelli e nei primi mesi del 2006 ci sarà la premiazione.
Fare la somma di tutti questi discorsi pari allo zero è toccata al presidente Mazzoli che, raccolti i cocci e preso atto della mancanza di domande da parte degli altri intervenuti, ha concluso dicendo: queste osservazioni le metteremo nel bilancio 2007!
A questo punto, caro direttore, non mi è rimasto altro da fare che uscire dalla sala e sceso in strada respirare un po daria buona.
Prima che lEnel ci inquini anche quella con le centrali a carbone.
Cordialmente.
Silvano Olmi
assessore alla Cultura del Comune di Tarquinia