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Lettere - Un cittadino di Roma originario della città dei Papi
"Viterbo rischia di diventare un paesucolo"
Roma 25 ottobre 2005 - ore 0,15
Senza Filtro - Sono un ragazzo che vive e lavora a ROMA.
Dato che sono originario di Viterbo (vado ogni week-end a MARTA) avrei piacere di tornare nella mia terra pur continuando a lavorare a ROMA.
Nonostante gli sforzi immensi mi sono reso conto che VITERBO è circondata in baratro insormontabile.
NON ESISTE VIA DI COMUNICAZIONE, TERRESTRE, FERROVIARIA, FLUVIALE, MARITTIMA TRA IL CAPOLUOGO DI PROVINCIA VITERBO E LA CAPITALE D'ITALIA DISTANTE SOLAMENTE 80 KM.
Chi amministra il territorio non capisce che continuando con questa emarginazione, Viterbo è condannata a diventare un paesucolo senza futuro dal quale tutti scapperanno per l'impossibilità economica di vivere. Non vedo futuro in un paese che si chiude in se stesso e rifiuta di guardare cosa c'è intorno a se stesso.
QUALE FUTURO STANNO COSTRUENDO PER I PROPRI FIGLI? SEMPLICE: EMARGINATI SOCIALI.
Francesco Pesci
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