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L'articolessa - Come perdersi dentro una bolla di sapone inesistente
Il caso Stelliferi e il paradosso di Epimenide
di Gottlob
Viterbo 24 ottobre 2005 - ore 1,45
- Sapete quali sono i problemi più difficili da risolvere? I nonproblemi. Sì, avete capito bene. Se si pensa che qualcosa sia un problema quando in realtà non lo è, diventa difficile trovare la soluzione. Per il semplice fatto che la soluzione di un nonproblema non cè.
La storia del pensiero umano ci riserva un bellesempio di nonproblema: il paradosso di Epimenide. Un nonproblema che ha resistito per oltre duemila anni ai tentativi di risolverlo.
Si racconta che, nel VI secolo avanti Cristo, sia vissuto un poeta cretese di nome Epimenide che pronuncio questa semplice frase: Tutti i cretesi mentono sempre. Ebbene questa piccola frase è un paradosso che ha fatto riflettere centinaia di filosofi. E un paradosso perché se è vera è falsa. E se è falsa si può dimostrare che è vera. Ebbene questo enigma è nonproblema. E come tutti i nonproblemi non ha una soluzione. E come tutti gli enigmi può essere semplicemente dissolto.
A dissolverlo ci ha pensato, nel secolo scorso, un grande logico polacco: Alfred Tarski. Che ha semplicemente capito e spiegato che ogni linguaggio che può parlare non solo della propria sintassi ma anche della propria semantica può generare paradossi. E questo è il caso del linguaggio naturale che usiamo quotidianamente. Per cui dietro al paradosso di Epimenide non cè nulla di strano.
Ebbene in questi giorni in Provincia sta accadendo una cosa simile con il caso Stelliferi. Si vuol risolvere semplicemente un nonproblema.
E si perché nel centrosinistra si è maestri nel perdersi nelle bolle di sapone che qualcuno sbadatamente gonfia fino a farle apparire qualcosa di rilevante.
Perché il caso Stelliferi non può essere risolto? Lo ha spiegato nel dettaglio un dirigente della provincia. E stato, infatti, illustrato che in realtà nella scelta di Stelliferi tutto è stato fatto secondo le regole. E stato spiegato che in questo caso è stato dato un incarico professionale e le famose graduatorie del settore formazione non centrano nulla. Per puro accidente un dirigente ha chiesto un elenco di nomi alla formazione. Ma le graduatorie della formazione servono per la formazione, appunto, e non per dare incarichi professionali.
Insomma, se è vero come sembra, quello che dice il dirigente, il problema semplicemente è un nonproblema. E allora a questo punto la cosa più saggia che il presidente Mazzoli dovrebbe fare è semplicemente quella di prendere atto che cè stato un fraintendimento da parte di qualcuno e che il problema non esiste.
Stelliferi rimanga al suo posto, tra laltro si tratta di un incarico per tre mesi per appena seimila ero lordi. Come dire un nulla se si pensa a certi incarichi professionali da centinaia di migliaia di euro.
Sembra che su questa posizione sia giunta anche la Margherita, e probabilmente Manglaviti oggi illustrerà una posizione simile in consiglio.
Ebbene una volta tanto siamo daccordo con Fioroni & c. E chi ci conosce sa che con Fioroni non siamo mai stati teneri.
Ma in questo caso si tratta di prendere atto di una realtà: il caso Stelliferi semplicemente non è un caso. Che poi Stelliferi sia amico di Cappelli significa ben poco. Forse qualcuno si è lamentato che Dottarelli è compagno di partito di Mazzoli. Neppure le opposizioni hanno puntato più di tanto su questo aspetto, quando hanno criticato la scelta. Puntavano semmai sulle caratteristiche professionali.
Insomma dal caso Stelliferi si esce in un solo modo, caro presidente Mazzoli, non uscendone.
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