Senza Filtro -In questi giorni le imprese del distretto industriale di Civita Castellana stanno ricevendo dal Comune notifiche di pagamento, relative alla fatturazione del servizio di depurazione per il periodo 1997-2001.
Gli importi medi richiesti ammontano a decine e decine di migliaia di euro; in alcuni casi centinaia di migliaia di euro. Il versamento complessivo alla tesoreria comunale dovrà perentoriamente avvenire entro il termine di 10 giorni, decorso il quale lAmministrazione provvederà allattivazione del procedimento per il recupero forzoso.
Di fronte al susseguirsi quotidiano di segnali di allarme e sgomento provenienti dal mondo delle Piccole e Medie Imprese coinvolte, la Federlazio sente il dovere di intervenire sulla delicatissima questione, esprimendo profonda preoccupazione per le conseguenze degli insostenibili oneri posti a carico delle aziende del territorio distrettuale, già fin troppo provate dalla situazione congiunturale che da anni stanno attraversando .
La stangata in arrivo costituirà un ulteriore fattore penalizzante, che aggraverà i costi di produzione, determinando effetti immediatamente lesivi della competitività delle imprese in un mercato sempre più dominato dalla concorrenza dei Paesi asiatici.
La preoccupazione si estende, inoltre, allaltrettanto pesante debito omologo, relativo alle annualità di competenza del Consorzio Prataroni.
Federlazio intende richiamare lattenzione degli Enti interessati, in via preliminare sulla opportunità che siano illustrate e fatte comprendere le scelte compiute per la determinazione delle tariffe, che in molti casi appaiono sproporzionate rispetto alle effettive dimensioni aziendali.
A giudizio della Federlazio è a dir poco sorprendente come a fronte dei ripetuti appelli e alle storiche promesse di interventi volti a salvare il settore della stoviglieria e favorire lo sviluppo del comprensorio, lunica cosa che le imprese vedono, oggi, arrivare sono le stratosferiche bollette del servizio di depurazione.
Appare singolare come in un quadro di sforzi mirati a fronteggiare la drammatica situazione del distretto ceramico lunico della provincia di Viterbo non si presti la necessaria attenzione allo stato di salute di tante imprese sullorlo della chiusura, con inevitabili e drammatiche ripercussioni in termini occupazionali.
La Federlazio ritiene, quindi, che il problema sopra evidenziato debba essere affrontato in unottica che non si limiti ai soli aspetti esclusivamente amministrativo-contabili, ma che invece collochi correttamente la questione nel quadro dello stato complessivo in cui versa lintero distretto.
Rinnova, pertanto, linvito alle Amministrazioni interessate ad un confronto sereno e costruttivo teso a chiarire la composizione del sistema tariffario, la congruità degli importi richiesti ed una diversa articolazione dei termini di pagamento.