Senza Filtro -Le ultime esternazioni del segretario della Margherita di Viterbo, che chiamano in causa noi socialisti, mi inducono a sottolineare un aspetto dellAllegrini-pensiero: il suo accenno alla coerenza.
Forse le libagioni a base di castagne, tartufi e cicoria, di moda nella Margherita viterbese hanno portato Allegrini ad omettere un fatto politico molto rilevante: è stato il suo partito nel giro di pochi mesi a dichiarare conclusa lesperienza ulivista, poi a seguito dellaffermazione di Romano Prodi (e non della Margherita o Ds) alla primaria dellUnione, lonorevole Rutelli (già radicale, verde, movimento cento-città, i Democratici-lAsinello, poi Margherita e spero di non essermi dimenticato qualche passaggio) si è riscoperto ulivista, gesto tattico non strategico come ha giustamnte sottolineato il compagno Boselli.
Per quanto riguarda il Partito Democratico e la paura di morire socialisti, gli amici della Margherita stiano tranquilli; noi SOCIALISTI non confonderemo mai Craxi o Mitterrand con Kennedy, Clinton e Monica Lewinsky, continueremo ad essere e chiamarci Socialisti, coerentemente ricercheremo partiti e movimenti a noi simili o affini come i compagni del Nuovo PSI e gli amici Radicali.
Diego Capriotti, coordinatore provinciale giovani socialisti
Membro direttivo provinciale Unità Socialista-SDI