- Gentile direttore,
spero che il suo giornale possa ospitare alcune riflessioni che voglio condividere con i suoi lettori dopo il voto di domenica scorsa.
Lesito del voto mette lUnione di fronte ad una grande responsabilità politica: come capitalizzare quel risultato straordinario.
Secondo me lo si fa a partire da una analisi attenta di quel fenomeno di partecipazione democratica che il 16 ottobre ha coinvolto oltre 4 milioni di elettori in tutto il Paese rilanciando la forza dellUnione dopo i giorni convulsi e difficili della discussioni sulla riforma elettorale del centro destra.
È vero, il centro sinistra appariva come frastornato da quegli eventi; era in un angolo.
Così, grazie al passaggio delle primarie, per certi aspetti storico, siamo ritornati al centro della vicenda politica italiana.
Al centro è tornata in modo dirompente innanzitutto la volontà del popolo del centro sinistra di esserci, di contare, di voler contribuire in prima persona ad accelerare e rafforzare il processo di cambiamento reale che esiste nelle pieghe della società italiana.
La risposta che hanno avuto le primarie ci parlano quindi di questo ma anche di altro.
Primo: costruire una alternativa forte e credibile allattuale maggioranza di governo attorno ad una idea diametralmente opposta al centro destra.
È passato cioè il messaggio che dopo 4 anni come quelli passati, con tutto ciò che hanno rappresentato, lUnione si candida a governare il Paese riscoprendo lidea di allargare il confronto sociale, di chiamare a raccolta quanti vogliano contribuire a collocare il Paese sui binari giusti: equità, sviluppo, lavoro, diritti, solidarietà. Il secondo elemento riguarda più da vicino lasse riformista dellUnione, quindi anche e soprattutto i Ds.
È indubbio che quei 3 milioni di voti ottenuti da Romano Prodi ci indicano una prospettiva chiara. Come dire, è come se gli elettori recandosi alle urne ci abbiano detto:
..pensate ciò che volete, aggrappatevi pure alla battaglia giusta sul no al sistema proporzionale; noi vogliamo unità, noi vogliamo rimettere in campo lidea di un soggetto politico unito, forte e credibile
., quindi, aggiungo io, la lista Uniti nellUlivo.
Del resto ho sempre sostenuto che la sfida delle primarie significasse chiedere al nostro popolo di esprimersi sulla bontà di quella prospettiva dopo la battuta darresto subita nei mesi scorsi.
Ritengo sia saggio prendere atto della risposta che arriva dal voto di domenica.
Serve quindi rimettere in moto quel famoso motore riformista interno alla coalizione larga di centro sinistra.
Attenzione però a fughe in avanti.
A mio avviso oggi il tema non è la fusione di alcunché ma è esattamente riposizionare la federazione de lUlivo come esperienza nella quale far confluire le diverse storie del riformismo italiano.
I Ds mettono a disposizione la loro storia, la loro tradizione di forza della sinistra democratica, popolare, riformista; la loro cultura di forza legata profondamente alle radici del socialismo europeo.
Questo è ben altro rispetto alla discussione sulla formazione di un nuovo soggetto democratico e sul fatto che in virtù di ciò si chieda ai Ds di recidere le loro radici da quella famiglia socialista attore internazionale.
Per dirla con le parole del segretario nazionale Piero Fassino: noi non usciamo dal Pse così come non chiediamo a Rutelli di uscire dal Pde.
Deve partire nuovamente un processo per lincontro del socialismo europeo con le altre forze progressiste e riformiste.
Bene, questo mi pare sia un buon terreno sul quale confrontarsi e offrire una risposta politica, attenzione non tecnica, al nostro elettorato.
Su questo i Ds faranno fino in fondo la propria parte, come sempre hanno fatto.
Andrea Egidi
Segretario Provinciale Ds