|
|
Regione Lazio - Confronto a Viterbo per il 27 ottobre sul Documento economico e finanziario
Una proposta aperta per una programmazione partecipata
Viterbo 16 ottobre 2005 - ore 10,30
Senza Filtro -E stato scelto il percorso della programmazione partecipata, con una proposta che contiene precise indicazioni strategiche e che ora viene proposta al confronto non solo con le istituzioni, ma con linsieme degli attori del territorio. E questa la novità dello schema di Documento di programmazione economica e finanziaria 2006 -2008 approvato dal governo della Regione Lazio, secondo Giuseppe Parroncini, capogruppo di Uniti nellUlivo - Democratici di Sinistra alla Pisana, che ha messo in agenda una serie di appuntamenti nella regione per discutere il Dpefr, prevedendo a Viterbo un incontro giovedì 27 ottobre, alle ore 17, presso la sala conferenze della Camera di Commercio, con lintervento anche di Claudio Mancini, presidente della Commissione Bilancio, Programmazione economico-finanziaria e Partecipazione della Regione.
Non è più il tempo di politiche solo settoriali. Per una crescita solidale e sostenibile, bisogna concentrare le risorse su progetti strutturanti, ovvero che affrontino le ricadute degli interventi sulla qualificazione e sul rafforzamento dei sistemi territoriali e della filiera allinterno della quale si opera. Alla base di questo impegno, cè il potenziamento degli investimenti in ricerca ed innovazione. Ecco, in sintesi, la strada tracciata dal documento. Che -dice Parroncini- è caratterizzato da idee forti in ciascuna area di intervento ed apre nuove opportunità per quei comparti che costituiscono lossatura delleconomia della regione e della stessa Tuscia.
Si afferma una visione innovativa in agricoltura -spiega il consigliere regionale-, con listituzione dei distretti rurali, dando impulso alle filiere agroalimentari, sostenendo la certificazione della qualità dei prodotti e della loro rintracciabilità, lampliamento della produzione biologica e la difesa dei sistemi territoriali. Si scommette, quindi, sulla competitività dei sistemi locali, basata sullintegrazione e sulla interrelazione delle specificità e vocazioni dei nostri territori, si affranca lagricoltura dalla settorialità e dal pericolo incombente di marginalizzazione, premiando la visione della multifunzionalità di un comparto che viene considerato come collettore di una infinità di risorse, da quelle naturalistiche a quelle culturali e turistiche. Forte attenzione -sottolinea Parroncini-, intendiamo rivolgerla allimprenditorialità agricola giovanile e femminile.
Anche nel caso del tessuto produttivo industriale ed artigianale, si punta sullinnovazione e sulla formazione. Si privilegiano il potenziamento dei distretti e laggregazione imprenditoriale in consorzi, la riqualificazione delle infrastrutture al servizio delle aree per gli insediamenti produttivi, il miglioramento degli strumenti del credito, linternazionalizzazione delle imprese. Esigenze, tutte, che ci sono state indicate dallo stesso mondo economico della Tuscia, osserva il capogruppo Ds, il quale evidenzia, subito dopo, che il cambiamento di rotta riguarda anche la valorizzazione dei beni culturali ed il turismo, altro settore chiave per leconomia laziale: Nel Dpefr si propone la creazione di un polo per lalta formazione delle professioni turistiche, la costituzione di unAgenzia regionale per la promozione che coordini la programmazione degli eventi, listituzione di un fondo di garanzia a sostegno delle imprese. Interessa altresì la provincia di Viterbo, il previsto impegno a legiferare, a breve, sulle acque minerali e sugli impianti termali, recependo lordinamento comunitario.
Una priorità assoluta è la mobilità. Tutte confermate le scelte per lammodernamento e la messa in sicurezza della viabilità, per la cura del ferro, per la realizzazione di nodi intermodali tra rete viaria, ferroviaria e portuale, con poli logistici per lo scambio e la movimentazione delle merci, per lattuazione del piano regionale per gli aeroporti minori. Corsia preferenziale al completamento della Trasversale nord Orte - Civitavecchia, per scongiurare lisolamento della Tuscia. Nel Dpefr, tra gli interventi compresi nella legge Obiettivo, è compreso ladeguamento della Cassia fino a Viterbo. Per ciò che riguarda le infrastrutture, forti preoccupazioni derivano dai consistenti tagli, nella Finanziaria 2006 del governo nazionale, degli stanziamenti, tanto che gli stessi imprenditori delledilizia ed i sindacati dei lavoratori -sottolinea il consigliere regionale- hanno lanciato, in questi giorni, lallarme, parlando di crescita zero per le opere pubbliche, di blocco del comparto dei grandi appalti.
A richiedere particolare coraggio e grande senso di responsabilità, è sicuramente il capitolo della salute e dei servizi alle persone. Perché leredità lasciata da Storace è a dir poco pesante. Lobiettivo è quello di coniugare qualità e quantità delle prestazioni con una politica di contenimento dei costi -dice Parroncini-. Ecco quindi il potenziamento della rete delle cure primarie e della prevenzione, attraverso programmi per la sicurezza alimentare, per la sicurezza nei luoghi di lavoro e per la diagnosi precoce. Così come il sistema sanitario deve essere disincagliato dalle sabbie mobili della duplicazione e sovrapposizione delle prestazioni, avvicinandosi il più possibile ai cittadini, soprattutto a quelli a rischio di esclusione sociale, con il rafforzamento del servizio di assistenza domiciliare, delle Rsa, dei centri diurni e dei consultori.
La parola passa ai cittadini. Nel confronto ci guida la consapevolezza che il consiglio regionale dovrà approvare un Dpefr rigoroso che non rinunci agli obiettivi, fissati dalla maggioranza centrosinistra, dello sviluppo ecocompatibile, della buona occupazione, dellinnovazione, della garanzia dei diritti alla salute, alla casa, allaccesso alla conoscenza ed alla formazione, della lotta alla disuguaglianza, ma che pesa sugli enti locali il gigantesco taglio delle risorse con il quale il governo nazionale -conclude Parroncini- aggredisce gli enti locali ed attacca lo stato sociale.
|