Asl - Aloisio replica alle critiche e prospetta una diversa concezione della sanità viterbese - Compagnoni: "Così si tagliano le liste di attesa" "Ma quale mega consulenza? Solo una collaborazione necessaria" Viterbo 16 ottobre 2005 - ore 7,30
-Quelle collaborazioni sono indispensabili per risparmiare. Stiamo facendo una ricognizione sui bilanci per tagliare gli sprechi e già abbiamo trovato di che tagliare. Il nuovo direttore della Asl Giuseppe Aloisio non ci sta, e replica per le rime a chi ha voluto, come dice lui ciurlare nel manico sullormai famosa consulenza da 480mila euro.
Intanto la collaborazione non è con una persona ma con una équipe. Non cè solo il professor Mauro Paoloni, docente di economia alla terza università di Roma, ma altri sei collaboratori. Tutti accademici. Il contratto è per tre anni. Si tratta quindi di 160 mila euro lanno che divisi per 7, fanno poco più di 20 mila euro a testa. Ecco, se avessi fatto una delibera per ciascuno, non ci sarebbero state polemiche. Ma perché prendere in giro i cittadini quando le cose sono chiare e trasparenti?.
Non basta.
La delibera con cui si instaura la collaborazione è un atto pubblico e tutti potranno andare a vedere il contratto. Che tra laltro prevede che in qualsiasi momento la Asl può interrompere il rapporto con il gruppo di ricerca di Paoloni. Come dire che se non ci sono risultati, il rapporto si può terminare. La cosa strana è che in passato ci sono state consulenze sia sotto la gestione Ripa Di Meana che Cisbani. Ma nessuno le ha contestate. Ripa di Meana aveva speso globalmente 540 mila euro in tre anni. Cisbani ha speso più meno la stessa cifra, sempre per consulenze non mediche, e in particolare aveva bruciato 232 mila euro per la ditta Linceo per la riorganizzazione direzionale. Una operazione, che mi dicono i miei collaboratori, non ha portato a nulla.
Come dire soldi buttati via. Globalmente per consulenze non mediche i predecessori di Aloisio hanno speso quasi 9 milioni di euro.
Sulla situazione che ha trovato Aloisio non fa sconti.
Ho trovato uno stato di cose, per così dire, disastrato. Per questo è necessaria la collaborazione delle équipe di di Paoloni. Per far presto e individuare le situazioni anomale. Basti pensare che la Asl ha un debito con i fornitori di 283 milioni di euro. Questo anche perché la Regione eroga 7 milioni di euro in meno al mese. Uno stato di cose e una disorganizzazione a cui stiamo mettendo mano in tempi rapidi. Stiamo per questo facendo una ricognizione su tutti gli aspetti economici della Asl.
Il direttore replica anche sul contratto da dirigente triennale contestato nei giorni scorsi.
In base alla legge si possono contratti di questo genere. Io ho avuto il buon gusto di stipularlo solo per la durata del mio mandato. Il mio predecessore ha fatto tre contratti di questo tipo a ridosso del cambio di direzione che dureranno fino a l 2010. Con la conseguenza che io mi trovo dei dirigenti non nominata da me. Insomma mi ritrovo questi contratti sul groppone. Strano che nessuno li abbia contestati. Strano che le autorità di controllo non abbiano detto nulla. Risottoporremo le pratiche alle autorità di controllo per vedere se tutto è in regola. Mi sono trovato contratti fatti allultimo momento perfino per due primari. Cè poi un concorso avviato a Civita Castellana.
In poche parole, Aloisio contesta al suo predecessore di aver fatto contratti dirigenziali in un momento a dir poco non opportuno.
Il direttore passa poi a parlare della materia che sembra stargli più a cuore, il futuro della sanità viterbese.
Dobbiamo iniziare a pensare a Belcolle, Ronciglione e Montefiascone, come a un policlinico. Ronciglione e Montefiascone non sono che i padiglioni di questo policlinico. Non ci saranno quindi tagli ma una riorganizzazione delle strutture per renderle razionali. Se ci pensate, per arrivare da un punto allaltro ci vogliono una ventina di minuti. A Roma sarebbe come dire un nulla. Da alcuni punti di Viterbo si fa prima ad andare a Montefiascone che a Belcolle. Non si comprende perché si debba fare tutto a Belcolle. Anche gli ospedali Tarquinia, Acquapendente e Civita Castellana, che io chiamo di frontiera, dovranno migliorare lintegrazione col territorio. Dando servizi migliori, con accordi con gli ospedali limitrofi di altre Asl, se necessario. Dobbiamo in primo luogo eliminare il disorientamento degli utenti. Le persone quando sono malate son in un momento di vulnerabilità, dobbiamo fare in modo che trovino strutture accoglienti centrate su di loro. Questo significa umanizzare. A Belcolle ci sono specializzazioni che vedono il 48,9 per cento di utenti che preferiscono andare in altre Asl. Questo va evitato. Ovviamente i nostri ospedali hanno anche settori che attraggono gli utenti.
E qui si inserisce il direttore sanitario Alessandro Compagnoni.
Per fare un esempio concreto - spiega Compagnoni -, nella nostra radioterapia su 80 trattamenti giornalieri, 20 sono su pazienti provenienti da altre Asl.
Compagnoni affronta poi quello che appare da anni come il problema dei problemi: le liste di attesa.
Il problema delle liste di attesa non si risolve con laumento delle prestazioni. In passato la Asl comprava prestazioni extra orario dai suoi stessi medici. Spendendo cifre enormi. Ha aumentato i servizi ma le liste sono aumentate. Per porre mano alle liste di attesa bisogna creare una selezione maggiora a monte. Faccio un esempio. Abbiamo fatto una analisi dei risultati delle visite fatte col doppler. Ebbene, abbiamo scoperto che l80 per cento degli esami non hanno riscontrato alterazioni. Il 5 per cento solo alterazioni lievi. Questo significa che non cè stato un vaglio adeguato a monte. Il problema è quindi quello di governare la domanda di prestazioni. E la domanda si governa predisponendo protocolli, procedure certe, per le più importanti patologie. Procedure che guidino i medici nellindividuare i casi in cui certe prestazioni sono necessarie. Si tratta di instaurare un nuovo tipo di collaborazione tra specialisti esterni, ospedalieri e medici di famiglia.
Limpressione è quella che per la prima volta alla Asl di Viterbo ci sia un progetto di fondo. Unidea di ospedale capace di dare risultati. Ovviamente limpresa è difficile. Ma questa volta a metter mano allimpresa sono dei viterbesi. E forse la cosa potrà rivelarsi positiva.